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Attualità

Continua la querelle sul biologico. Da Bruxelles l'invito a non aprire agli Ogm free
"L'agricoltura biologica non può che essere sinonimo di Ogm free, altrimenti per l'Europa sarebbe un vero e proprio autogoal".
Lo ha detto il ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno, oggi, al consiglio dei ministri Ue a Lussemburgo. La presenza o meno di Organismi geneticamente modificati (Ogm) nella produzione biologica è stata sollevata almeno da 11 ministri europei che hanno affrontato il problema sotto diversi aspetti: dal livello di tolleranza di Ogm negli alimenti a quello nelle sementi, o sotto il profilo della coesistenza tra produzioni convenzionali e produzioni biologiche.
Sono intervenuti su uno o più di questi argomenti oltre all'Italia, Germania, Danimarca, Grecia, Slovenia, Austria, Belgio, Polonia, Lussemburgo, Finlandia, Ungheria, Lituania. La Germania, ad esempio, ha chiesto per il futuro regolamento sulle sementi biologiche "una presenza di Ogm la più bassa possibile". "Sugli ogm bisogna discutere", ha rilanciato il ministro polacco, mentre i rappresentanti di Slovenia, Lituania e Ungheria si sono pronunciati per un biologico con Ogm free. Parigi, non è intervenuta sul problema Ogm ma ha messo in guardia contro eventuali distorsioni di mercato rispetto agli aiuti che l'Ue accorda all'agricoltura convenzionale. Va detto che tutti i paesi, come ha indicato Alemanno, hanno condiviso lo spirito e le indicazioni del piano d'azione presentato dal commissario europeo all'agricoltura Franz Fischler. Al riguardo, Fischler ha tenuto a sottolineare "che il piano non rappresenta la fine del processo ma era aperto al dialogo con tutte le parti interessate".
L'Olanda, che assicurerà la prossima presidenza dell'Ue, ha già annunciato che cercherà di chiudere il dossier entro il 2004. Per l'Italia, Alemanno ha centrato subito quello che considera "l'aspetto più problematico, ossia le soglie di contaminazione degli Ogm che - ha detto - non possono essere uguali a quelle dell'agricoltura convenzionale" già fissate allo 0,9%. Sulla questione la Commissione europea è profondamente divisa al suo interno ed per questo ha suggerito per il biologico le stesse soglie di tolleranza degli Ogm previsti per i prodotti convenzionali.
Alemanno, ricordando che negli Usa l'agricoltura biologica é considerata rigorosamente Ogm free, ha detto "che è sbagliato e pericoloso equiparare la soglia di contaminazione dell'agricoltura biologica a quello dell'agricoltura convenzionale". Senza contare, ha aggiunto, "che per molti consumatori è più problematico l'inquinamento da parte di Ogm rispetto allo stesso inquinamento da sostanza chimiche". L'Italia ha detto anche "sì al logo europeo obbligatorio ma con un'adeguata preparazione e divulgazione". Altro aspetto essenziale per Alemanno "la definizione di specifiche aree rurali - cioé dei distretti - dedicati all'agricoltura biologica". Questa è una strategia - ha aggiunto - che va perseguita con rigore in tutti i campi dell'agricoltura ad alto valore aggiunto, anche per garantire una connessione rigorosa tra produzioni agricole e controllo dell'ambiente. Insomma, ha concluso Alemanno, bisogna creare punte di eccellenza: dai controlli all'immagine per il logo, dal problema degli Ogm alla supervisione dei territori. Solo così il biologico sarà essere un elemento trainante della nuova agricoltura europea".
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