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Prodotti
tradizionali

Un liquore
dall'antico sapore asburgico
Ecco un distillato
fra i più diffusi in area europea, soprattutto nella
Mitteleuropa (Austria, Boemia, Moravia, Polonia, Slovacchia) e
nei Paesi balcanici. Nei Paesi di lingua slava, questo liquore
è diffusamente conosciuto col nome di sliwovitz (ma
anche slivovice o sliwovitza) che deriva dal termine sljiva,
cioè "prugna".
Per prepararlo ci sono due modi, il più
raffinato è simile a quello impiegato per produrre la grappa:
si fanno fermentare le prugne, quindi si distilla il liquido
dolce ottenuto e si ottiene una bevanda alcolica dal colore dell’ambra
che viene fatta invecchiare in fusti di legno odoroso, per cui
presenta un bouquet aromatico, conservando il sapore
primario del frutto da cui deriva. In genere la gradazione
alcolica al consumo è sui 35-40°C, ma in certi Paesi dell’Est
europeo la Prugna prodotta artigianalmente in casa è
ancora più forte, oltre i 60°C alcolici.
E c’è un’altra
tradizione europea, di origine francese, per la quale le prugne
vengono messe a macerare in acquavite finissima o brandy (in
Francia si usa solo Cognac, e in questo caso si chiama "Prunelle")
e il distillato ottenuto (per macerazione delle prugne, non per
distillazione) viene posto a invecchiare in fusti di rovere. Il
risultato è quasi identico a quello dello sliwovitz, sia
per colore, che per sapore e gradazione alcolica. Questa lunga
premessa per dire che la tradizione veneta della Prugna,
ormai quasi scomparsa ma per fortuna ancora gelosamente
conservata da alcune distillerie storiche della regione, deriva
dalla tradizione Mitteleuropea, fatta conoscere nell’alto
Friuli e soprattutto nella Venezia Giulia, in particolare nel
goriziano, dall’Austria che governava da secoli quel
territorio. Da Gorizia al resto del Friuli e quindi al Veneto,
rimasto sotto il dominio dell’impero d’Austria dal 1815 al
1866, il passo è stato breve e già nella prima metà dell’800
le prime distillerie della regione appresero l’arte di
distillare le prugne.
Poi, nel corso del ‘900, sorsero un po’
ovunque nel territorio numerosi liquorifici che seguirono il
modello francese: acquistata della grappa dalle distillerie, vi
facevano macerare le prugne o, più semplicemente, vi mescolavano degli estratti
del frutto. Il fatto che
ancor oggi si possa trovare dell’ottimo distillato di prugne
nel Veneto testimonia la continuità di una tradizione
liquoristica che affonda le sue radici nella lontana presenza
austriaca nel Lombardo-Veneto, come dire che i cinquant’anni
di dominio asburgico nella prima metà dell’800
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