anno  VI - n. 43
8 dicembre 2004

 

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Da Bruxelles

Mais transgenico deciderà Consiglio Ue

Sarà il Consiglio dei ministri dell'Ue a pronunciarsi sull'importazione in Europa del mais transgenico “Mon 863” dopo che il Comitato europeo delle autorizzazione non è riuscito a riunire sulla proposta, a Bruxelles, nè una maggioranza a favore nè una contraria. L'Italia ha votato contro.
La Commissione europea del presidente Jose' Manuel Durao Barroso ribadisce la sua volontà di continuare nel processo di autorizzazione degli Ogm in Europa.
Nel caso della richiesta di importazione del nuovo mais della multinazionale americana Monsanto “Mon 863”, Bruxelles ha annunciato che presenterà nelle prossime settimane una proposta di decisione al Consiglio dei ministri dell'Ue dopo il mancato accordo a Comitato di autorizzazioni europeo.
Saranno quindi i ministri Ue a decidere se accogliere la proposta o respingerla. Tuttavia se il Consiglio Ue non riuscirà a pronunciarsi - ossia a riunire sulla proposta nè una maggioranza qualificata a favore nè una contraria - l'Esecutivo Ue avrà l'ultima parola e potrà prendere la decisione definitiva.
Italia chiede riduzione accise carburanti
Il ministro dell'industria Antonio Marzano ha chiesto ai ministri dell'energia di ridurre le accise sui carburanti per far fronte all'aumento del petrolio, ma ''la maggioranza dei paesi'' non è stata d'accordo a seguire questa strada. ''Ho chiesto a livello europeo la possibilità di procedere con la riduzione delle accise sui carburanti, ma ho notato con preoccupazione che il consiglio competitività non segue questa linea. La maggioranza degli Stati membri non intende seguirla'', ha detto Marzano. ''Così come già dichiarato dal consiglio dei ministri delle finanze, i ministri ritengono che sarà il mercato a fare la sua parte. La mia obiezione è che il mercato farà certamente la sua parte, ma dopo che l'economia avrà pagato dei prezzi''.


Ricerca: più cooperazione e sostegno da nuovi paesi dell’Ue 

Gli obbiettivi che l'Europa si è data nel campo della ricerca, inclusa la preparazione di oltre 700 mila ricercatori entro il 2010, potranno essere raggiunti ''solo con il massiccio apporto del potenziale umano dei nuovi paesi dell'Ue'' e con un ampio impegno a rafforzare la collaborazione europea nel campo della ricerca scientifica e tecnologica. E' quanto ha sostenuto il professor Francesco Fedi, presidente de del Cost, il programma lanciato oltre 30 anni fa e cui partecipano 34 paesi. In occasione del “Cost day”, promosso nella capitale belga, sono stati illustrati i risultati ottenuti dal programma e presentate otto relazioni sui contributi dati a Cost alla scienza (dalle nuove molecole della chimica “verde” per prodotti compatibili con l'ambiente, ai processi per ristabilire le funzioni del cervello umano); alla società (dalle tecniche per facilitare l'accesso ai mezzi di trasporto dei disabili, alle nuove tecnologie per la conservazione ed il restauro delle opere d'arte); all' industria europea (dai contributi alla standardizzazione del sistema europeo Gsm per i telefoni cellulari, alle nuove biotecnologie per l'agricoltura) e all'ambiente (dalla costituzione del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, all'analisi dei cicli di vita in campo forestale).