anno  VI - n. 44
22 dicembre 2004

 

 

 

 

    

   

Prodotti Tradizionali

Mostarda Vicentina, un dolce contorno natalizio

La Mostarda Vicentina è prodotta a livello artigianale sin dal 1920. La si ottiene con un procedimento di lavorazione degli ingredienti del tutto particolare, che la rende unica, diversa perfino da quella prodotta nella vicina provincia di Verona.

Ingredienti:

Mele cotogne – L’albero di mele cotogne è tipico del Veneto perché importato dalla Repubblica di Venezia dal Medio Oriente. Linneo e Pirson classificano la mela cotogna come Cidogna Vulgaris. La pianta non è molto grande, ha foglie cerose color verde oliva e fiore simile ad una rosellina selvatia con petali ad un piano, bianchi e rosati verso il centro. Si tratta di un falso frutto perché deriva dalla trasformazione dell’organo non deputato alla fruttificazione. Il frutto è simile ad una mela, dalla forma globoide irregolare, dalla superficie tormentata e particolarmente pelosa, di colore verde a maturità commerciale e giallo ceroso a maturità scientifica. Ha un intenso profumo dolce “di cipria”, mieloso, tanto da essere utilizzato per profumare la biancheria, cosa permessa anche dalla lunga resistenza che il frutto dimostra (può durare anche un anno intero) . Può raggiungere anche la grandezza di un 1,5 Kg. Ha una polpa granulosa e un sapore molto allappante, aspro, il frutto non è gradevole da mangiare. Matura a fine settembre.

Senape  -  senape bianca. La senape è costituita dai semi maturi, secchi, macerati a caldo e macinati, di una crucifera. Il sapore e l’odore, molto forti, sono dovuti  ad un glucoside, la sinigrina, che, nella macerazione in acqua calda, si scinde in glucosio, solfato acido di potassio e isosolfocianato di allile, che appunto il principio acre.

Zucchero

Frutta candita  - Tipicamente, a differenza della mostarda veronese, la percentuale di frutta candita è molto bassa.

Descrizione delle metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura:

La polpa di mela cotogna viene fatta cuocere, sottovuoto in recipiente di acciaio per alimenti a doppio fondo a 60°C per circa 45 minuti, con un 40% di zucchero. Successivamente si lascia raffreddare e si mescola minutamente: difatti le mele cotogne contengono pectine addensanti e gelificanti, proprietà che si sfrutta prima lasciando la massa gelificare per poi  rompere la gelatina in modo da formare una pasta liscia e spalmabile. Quindi si aggiunge la senape in giusta quantità (essa varia a seconda del fatto che si utilizzi la senape pura o quella supportata per esempio da alcool buongusto). Quindi si aggiunge la frutta candita, di qualsiasi genere in piccola quantità. 

Si confeziona in contenitori per alimenti di tutte le dimensioni non necessariamente sottovuoto, la mostarda è di per sé un conservante e non ha bisogno di protezioni antimicrobiche.

Ha uno spiccato sapore piccante (determinato dalla sostanza eroica della senape, l’isosolfocianato di allile) ma è, parallelamente, dolce e gradevole; è di color giallo paglierino e la pasta è abbastanza densa.

Tradizionalmente veniva mangiata a Natale per accompagnare il mascarpone (dato i due sapori contrastanti) oppure sulla carne per insaporirla e per conservarla meglio. Nel ’62 Eugenio Candiago scrive nel suo libro:   “ Mostarda vicentina: dolce contorno alle pietanze che sono confezionate a base di carni.”