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Prodotti
tradizionali

Il sedano, l’Odissea di un ortaggio dal vago sapore di liquirizia
Le virtù terapeutiche del sedano (Apium graveolens L.) erano conosciute fin dall'antichità: già 1.000 anni prima di Cristo, infatti, le opere di alcuni autori greci, quali l'Odissea di Omero, contenevano riferimenti all'utilizzo di questa pianta come erba medicinale. Nel Medioevo, la badessa Ildegarda di Bingen considerava il sedano una panacea contro ogni male mentre la prima testimonianza moderna dell'impiego del sedano a tavola risale invece a un documento francese del 1623.
Il “Sedano Verde di
Chioggia” è una Tipologia di prodotto vegetale particolarmente precoce, disponibile al consumo immediatamente dopo la produzione. Il prodotto è caratterizzato da dimensioni modeste, colorazione verde scura, aroma intenso e gusto delicato e persistente, che lontanamente richiama la liquirizia. Ben evidenti le dimensioni della radice a dimostrazione dell’autentica origine.
Nella zona di Chioggia il sedano è stata la prima coltura che si è massicciamente imposta nell’orticoltura locale. Ciò si è verificato negli anni ‘50-‘60. Le linee produttive allora erano “aziendali”; ogni famiglia produceva il seme e si distingueva, o almeno tentava di farlo, per particolari caratteristiche merceologiche.
I dati statistici del Mercato Ortofrutticolo di Chioggia relativi all’anno 1975 , nel riepilogo annuale, riportano un conferimento di ben 82.429 quintali di sedano, ben superiore alla quantità di patate e cipolle allora commercializzata.
La semina avviene in autunno sui terreni più soleggiati e protetti; si procede quindi al trapianto che avviene su file larghe 60-70 cm e alla successiva protezione delle piante, un tempo effettuata con le “arelle” e oggi, più comodamente, con tunnel in film plastico. Alla ripresa primaverile si procede ad ulteriore semina, per garantire la produzione medio precoce estiva.
La raccolta è manuale e avviene nel momento in cui il prodotto ha le caratteristiche merceologiche adatte e le dimensioni idonee. Recisa la radice il cespo è adeguatamente ripulito, liberato delle foglie esterne danneggiate, lavato e confezionato, un tempo in mazzi, ora in imballaggi 30 x 50 su due strati contrapposti.
Per la conservazione e stagionatura sono richiesti normali locali/magazzini aziendali, con idonei piani di lavorazione e vasche per il di lavaggio.
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