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Prodotti
tradizionali
Apicoltura: una specializzazione che si fa strada con successo dall’altopiano di Asiago
I Mieli dell’Altopiano di Asiago sono prodotti da decenni in questa caratteristica località vicentina e comprendono il miele di tarassaco, il miele dei fiori di fieno-millefiori di Asiago e il miele di alta montagna. Esistono certificati di analisi e autorizzazioni sanitarie e veterinarie, nonché notizie storiche, che dimostrano che questa attività viene svolta in maniera omogenea da più di 25 anni.
Uno dei primi documenti ufficiali è un riconoscimento rilasciato all’Apicoltura Guoli Giacomo in seguito alla partecipazione ad una mostra di prodotti locali svoltasi ad Asiago, recante la data 14 agosto 1927.
Il miele di tarassaco è la prima dominante fioritura che si presta alla raccolta di nettare da parte delle api. Ha profumo intenso e colore giallo-oro come il fiore da cui proviene; cristallizza facilmente.
In epoca immediatamente successiva si produce il miele di Millefiori, ricavato dagli innumerevoli fiorellini di fieno; è un miele delicato, dal gusto rotondo e dal colore ambrato.
Il miele di Alta Montagna, contenendo anche una percentuale di melata di abete, è più scuro, più intenso di sapore ed è l’ultima produzione stagionale sull’altopiano; è un miele molto pregiato.
Gli alveari vengono portati, secondo l’apicoltura cosiddetta nomade, in zone abbastanza periferiche (di modo che non vi possano essere contaminazioni, l’ape è molto sensibile all’inquinamento) per il Tarassaco intorno al 10 maggio e per il Millefiori durante i primi di giugno. Terminato il periodo di fioritura per il Tarassaco e con il taglio del fieno per il Millefiori, si procede alla smielatura.
Tagliati gli opercoli con la particolare lama, adeguatamente riscaldata tramite immersione in acqua calda, i telaini vengono introdotti nello smielatore (centrifuga in acciaio con all’interno sostegni per i telaini disposti a raggiera e azionata da una manovella esterna); il miele viene ricavato raccogliendolo dal foro posto sul fondo del recipiente e quindi filtrato (anche più volte) per togliere i residui di cera con un filtro a rete. Poi, all’interno di contenitori di acciaio, si lascia decantare e, trascorsi 4-5 giorni, si toglie la schiuma che si forma in superficie.
Quindi il miele è pronto per essere confezionato manualmente in vasetti di vetro trasparente (il miele non teme la luce se non i raggi diretti del sole). E’ consigliato il consumo entro 3 anni dalla data di invasettamento, anche se l’elevata componente zuccherina del miele funge da conservante naturale per il miele stesso e per altri
alimenti.
Il miele Millefiori di Asiago rimane liquido fino ai primi freddi (la cristallizzazione invernale è garanzia di qualità). Si presenta di colore bruno con riflessi rossicci, abbastanza trasparente. Le analisi evidenziano una cospicua presenza all’interno di miele di trifoglio e di salvia selvatica, per quanto evidenzino anche la presenza di altri 1500 differenti tipi. Il gusto è saporito, anche se gradevole e delicato. E’ molto pregiato, perché caratterizzato da un particolare sapore dipendente dal tipo di fioritura dell’Altopiano e perché la produzione in Asiago risulta limitata.
Il Tarassaco di Asiago, invece, si presenta di un giallo paglierino che schiarisce sempre di più man mano che il miele cristallizza. Il miele cristallizza dopo 10-15 giorni e continua oltre. Solo nei pascoli di montagna si può ottenere un Tarassaco ad elevato grado di purezza; i prati, infatti, si ricoprono di “pissacàn”, colorandosi di un intenso giallo non riscontrabile in pianura o in collina. Il gusto è di un particolare dolce-amarognolo.
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