anno  VII - n. 20
1 giugno 2005

 

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Attualità
 


Alimentari: Rana, sogno americano e si pensa a piazza affari 

Il sogno è quello di andare in America a vendere i suoi tortellini freschi, ma intanto guarda a Piazza Affari. 
Di concreto invece c'é già la decisione di aprire 120 "corner" a marchio Giovanni Rana in Francia nella catena di supermercati "Casino" in cui vendere pasta fresca made in Italy a 5-6 euro, accompagnata da frutta e qualcosa da bere. 
Trenta già entro il 2005 e forse, per portare a termine questo progetto che richiede ingenti capitali, "si dovrà andare a chiedere soldi al mercato". Quindi a quel punto si dovrà andare in Borsa. 

A raccontare sogni e progetti è il re del tortellino e della pasta fresca industriale, il veneto Giovanni Rana, che per un giorno è salito in cattedra tenendo una lezione agli studenti del corso di "Comunicazione di impresa" alla Facoltà di economia e commercio di Bologna, patria del tortellino fatto in casa. 

Rana in un' ora di 'colloquio' con gli studenti ha raccontato quasi tutto della sua avventura. Gli esordi: quando all' inizio degli anni "60 comincio" a fare tortellini con 15 "sfogline" ed una produzione di 15 kg. 
La prima macchina che portò la produzione a 15 kg all' ora; le difficoltà insuperabili per avere dalla banche 3-4 milioni per comprare il primo capannone. Alla fine i soldi glieli prestò un contadino suo amico. Poi il successo negli anni '70 e '80 con l' azienda che cresceva al ritmo del 25% annuo e l' assalto delle multinazionali (Barilla, Kraft, Star, Buitoni) che fra l' '85 e l' '89 cercarono invano di comprare l' azienda che Rana aveva tirato su a San Giovanni Lupatoto, a pochi chilometri da Verona. Ora gli stabilimenti sono 4 con 700 dipendenti ed un giro di affari di circa 185 mln nel 2004 (+10 rispetto al 2003). 

Rana, innamorato del suo lavoro, non ha mai smesso in 40 anni di carriera di pensare a come migliorare il suo prodotto. Parlando con il fratello nacque l' idea di utilizzare l' anidride carbonica per conservare i tortellini freschi ed estenderne la consumabilità ("oggi tutti i produttori usano il sistema Rana"); poi all'inizio degli anni '90 l'idea di diventare 'testimonial' dei suoi prodotti negli spot tv nonostante le perplessità degli esperti venuti da Milano. Oggi é talmente popolare che, come si dice in gergo, rischia di coprire il prodotto. Per questo negli ultimi spot che in questi giorni reclamizzano l' ultimo prodotto ("il colpo di fiamma") compare solo per pochi secondi alla fine. Ma gli spot non bastano per reggere la concorrenza e mentre si appresta ad investire in Francia, ed anche in Italia, per estendere la rete dei "corner", il signor Giovanni pensa a nuovi prodotti per compensare in estate il consumo calante di pasta.
 
Fra poche settimane usciranno i "ravioli con le pere", prodotto più leggero e più adatto alle serate di calura. In autunno invece dovrebbe essere la volta dei ravioli vegetali, più dietetici per il consumatore più preoccupato della linea. Come saranno, il signor Giovanni naturalmente non lo svela. In mezzo lo sbarco sperimentale in America per il sogno dei "tortellini americani". E la Cina? "10 anni fa fui ospite del sindaco di Pechino - racconta ai cronisti - ma per ora non ci penso. Certo è un bel mercato. Basterebbe che ogni cinese mangiasse un tortellino", e mentre lo dice gli si illuminano gli occhi.