anno  VII - n. 20
1 giugno 2005

 

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Attualità
 


Settore lattiero-caseario, nubi minacciose all’orizzonte

L'allarme lanciato nei giorni scorsi dall'associazione tutela del formaggio per ciò che riguarda il futuro del lattiero-caseario, con probabili pericoli anche per l'Asiago. Ad esprimere perplessità è il coordinatore regionale del settore lattiero-caseario della Fai-Cisl del Veneto e segretario generale della Fai-Cisl di Vicenza. "Vediamo nubi minacciose apparire all'orizzonte di questo settore.

Molteplici i punti critici che abbiamo davanti: prime fra tutte le difficoltà di valorizzare i prodotti tipici locali e il calo dei consumi; poi l'egemonia delle grandi catene commerciali che hanno ormai assunto il controllo del mercato; le importazioni di latte dall'estero; la dimensione di piccole aziende che mostrano forti limiti di competizione". 
Con queste premesse, quindi - viene rilevato - le prospettive del settore e dell'agricoltura in generale non possono prescindere dalle scelte effettuate a livello di WTO, di Unione Europea e di revisione della PAC. "In questo contesto riteniamo necessario il coinvolgimento dei produttori per mettere insieme il sapere, la conoscenza, la professionalità, le potenzialità dei prodotti tipici locali, al fine di favorire progetti comuni e sinergie positive - prosegue il coordinatore Carollo -. E' poi fondamentale rafforzare il sistema della cooperazione dei produttori, per mantenere nel territorio il controllo della filiera e per dare un ritorno positivo al settore. In questo contesto economico, con un comparto caratterizzato da una dimensione di piccole e medie aziende, deve nascere la consapevolezza, che ci sono grandi limiti nell'affrontare da soli le nuove sfide del mercato". "Siamo preoccupati - aggiunge Leonardo Ceradini, segretario generale Fai-Cisl Veneto - perché il lattiero-caseario è un settore importante dell'attività agricola veneta, e quindi siamo molto attenti ai suoi possibili sviluppi.