anno  VII - n. 21 
8 giugno 2005

 

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Prodotti tradizionali
 

Il dogale Pisello di Borso


Il Pisello di Borso del Grappa era conosciuto fin dai tempi della Serenissima Repubblica Veneta, quando veniva offerto con il riso al Doge in occasione della festa di San Marco. Anche nel “Trattato della Natura de’ cibi” di Baldassarre Pisanelli del 1659 si trovano riferimento ad un pisello particolarmente dolce proveniente dalla zona di Borso. Altri documenti disponibili attestano che il Pisello veniva coltivato a Borso sin dal 1800.
L’amenità e il clima pedemontano di Borso del Grappa, le coltivazioni sui tradizionali terrazzamenti , a ridosso delle “margiere” (muretti di rami a secco) e quindi protette dal freddo e ben esposte al sole, permettevano ai coltivatori di anticipare la maturazione dei “bisi” e di portarli al mercato verso la fine di aprile.


Spesso, per le povere comunità del luogo i primi “bisi” erano una fonte di reddito marginale, ma importante ed ecco i contadini portare a piedi al mercato di Bassano sacchi di “Bisi de Borso”.
Dopo la seconda guerra mondiale , l’emigrazione, la trasformazione e meccanizzazione agraria riducevano ovviamente questa coltura a semplice autoconsumo per le famiglie.Per far ritornare alla sua primitiva importanza tale coltivazione tradizionale è sorta nel 1980-81 "l’Associazione Bisicoltori di Borso del Grappa", che attraverso feste popolari e varie manifestazioni culturali ha promosso la coltivazione dei bisi.