Il melone dalle mille virtù: dalla dieta al gusto d'estate
Se c'è un periodo appropriato per gustare il melone,
questo può avvenire nei mesi estivi, quando il frutto ha tutta
la forza, proprietà e profumo. Il melone è una pianta annuale, appartenente alla famiglia
delle cucurbitacee. Ricco di vitamina A e C, oltre ad una buona
dose di potassio, il melone contiene soprattutto molta acqua, il
che lo rende un frutto tipicamente estivo, perché molto
dissetante. E' originario della fascia tropicale dell'Africa e
dell'Asia.
In Italia si sta riscontrando un progressivo aumento delle
superfici interessate da queste colture, dove la Sicilia è la
regione maggiormente interessata con oltre un quarto della
produzione nazionale, seguita da Emilia Romagna, Lombardia,
Veneto e Lazio.
In Veneto, tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali, sono
compresi il Melone Precoce Veronese e il Melone del Delta
Polesano.
La denominazione "Melone Precoce Veronese" è
riservata alla produzione ottenuta in coltura protetta da piante
appartenenti alla famiglia delle Cucurbitaceae, genere Cucumis,
spece melo L., varietà reticulatus Naud, cultivar
Supermarket e simili. Tale prodotto si distingue per i
seguenti caratteri:
forma ovoidale con circonferenza compresa tra 36 e 47 cm;
peso compreso tra 900 e 2000 gr.; aspetto esterno tipico del
"reticulatus" con retatura ben marcata e uniforme su
tutta la superficie accompagnata da evidente individuazione
della fetta, che presenta una superficie esterna di colore
giallo uniforme e di colore verde nelle linee di demarcazione
delle fette; polpa di colore arancio salmone, succulenta, di
buona consistenza e non liquescente alla masticazione, di sapore
dolce, leggermente acidulo e con retrogusto pepato, tipico aroma
delicato che si intensifica con il taglio.
Le prime notizie sul melone veronese si trovano nel volume di
A. Valerini "Le bellezze di Verona" del 1584, dove
egli sostiene che "i meloni della provincia di Verona non
sono inferiori a quelli di Mantua o di Faenza". S. Iacini,
nella monografia sull’Inchiesta Agraria della Provincia di
Verona del 1882, osserva che "i meloni si coltivano in
proporzioni abbastanza rilevanti nelle campagne e in
appezzamenti abbastanza estesi" chiamati "molonare"
e "facilmente accessibili ai ruotabili". Questi
appezzamenti devono essere "dei migliori per qualità della
terra e venire abbondantemente concimati". La tradizione
del melone veronese è anche testimoniata nei proverbi del
"Folklore Veronese" di A. Balladoro (1897).
L’area tipica per l’ottenimento del "Melone del
Delta polesano" comprende il cono orientale estremo della
pianura polesana, formato da detriti e riporti del fiume Po e da
successive opere di bonifica che hanno reso possibile la
coltivazione. E’ interessato il territorio individuato dai
seguenti comuni: Adria, Ariano nel Polesine, Corbola, Papozze,
Porto Viro, Taglio di Po e Porto Tolle.
I frutti dopo raccolta, devono sostare in luoghi freschi ed
ombreggiati; il trasporto ed il condizionamento e le eventuali
operazioni di selezione e lavaggio devono avere luogo con
estrema cautela onde evitare lesioni ed ammaccature.
La commercializzazione del "Melone del Delta Polesano"
ai fini dell’immissione nel mercato per il consumo, deve
essere effettuata dopo apposito confezionamento che consenta di
apporre un eventuale specifico contrassegno.
I contenitori devono essere ad uno strato delle dimensioni
30x40 cm. o 30x50 cm. E in ogni caso devono essere sigillati in
modo tale da impedire che il contenuto possa essere estratto
senza la rottura del sigillo.
In questi giorni una bella fetta fresca di melone a fine pasto è una
vera delizia: si lascia accompagnare dal classico prosciutto, si
lascia bonariamente tagliuzzare per le macedonie e ben si
accompagna con il gelato.