anno  VII - n. 24
29 giugno 2005

 

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Prodotti Tradizionali
 

Il melone dalle mille virtù: dalla dieta al gusto d'estate

Se c'è un periodo appropriato per gustare il melone, questo può avvenire nei mesi estivi, quando il frutto ha tutta la forza,  proprietà e profumo. Il melone è una pianta annuale, appartenente alla famiglia delle cucurbitacee. Ricco di vitamina A e C, oltre ad una buona dose di potassio, il melone contiene soprattutto molta acqua, il che lo rende un frutto tipicamente estivo, perché molto dissetante. E' originario della fascia tropicale dell'Africa e dell'Asia.

In Italia si sta riscontrando un progressivo aumento delle superfici interessate da queste colture, dove la Sicilia è la regione maggiormente interessata con oltre un quarto della produzione nazionale, seguita da Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e Lazio.

In Veneto, tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali, sono compresi il Melone Precoce Veronese e il Melone del Delta Polesano.

La denominazione "Melone Precoce Veronese" è riservata alla produzione ottenuta in coltura protetta da piante appartenenti alla famiglia delle Cucurbitaceae, genere Cucumis, spece melo L., varietà reticulatus Naud, cultivar Supermarket e simili. Tale prodotto si distingue per i seguenti caratteri:

forma ovoidale con circonferenza compresa tra 36 e 47 cm; peso compreso tra 900 e 2000 gr.; aspetto esterno tipico del "reticulatus" con retatura ben marcata e uniforme su tutta la superficie accompagnata da evidente individuazione della fetta, che presenta una superficie esterna di colore giallo uniforme e di colore verde nelle linee di demarcazione delle fette; polpa di colore arancio salmone, succulenta, di buona consistenza e non liquescente alla masticazione, di sapore dolce, leggermente acidulo e con retrogusto pepato, tipico aroma delicato che si intensifica con il taglio.

Le prime notizie sul melone veronese si trovano nel volume di A. Valerini "Le bellezze di Verona" del 1584, dove egli sostiene che "i meloni della provincia di Verona non sono inferiori a quelli di Mantua o di Faenza". S. Iacini, nella monografia sull’Inchiesta Agraria della Provincia di Verona del 1882, osserva che "i meloni si coltivano in proporzioni abbastanza rilevanti nelle campagne e in appezzamenti abbastanza estesi" chiamati "molonare" e "facilmente accessibili ai ruotabili". Questi appezzamenti devono essere "dei migliori per qualità della terra e venire abbondantemente concimati". La tradizione del melone veronese è anche testimoniata nei proverbi del "Folklore Veronese" di A. Balladoro (1897).

L’area tipica per l’ottenimento del "Melone del Delta polesano" comprende il cono orientale estremo della pianura polesana, formato da detriti e riporti del fiume Po e da successive opere di bonifica che hanno reso possibile la coltivazione. E’ interessato il territorio individuato dai seguenti comuni: Adria, Ariano nel Polesine, Corbola, Papozze, Porto Viro, Taglio di Po e Porto Tolle.

I frutti dopo raccolta, devono sostare in luoghi freschi ed ombreggiati; il trasporto ed il condizionamento e le eventuali operazioni di selezione e lavaggio devono avere luogo con estrema cautela onde evitare lesioni ed ammaccature.

La commercializzazione del "Melone del Delta Polesano" ai fini dell’immissione nel mercato per il consumo, deve essere effettuata dopo apposito confezionamento che consenta di apporre un eventuale specifico contrassegno.

I contenitori devono essere ad uno strato delle dimensioni 30x40 cm. o 30x50 cm. E in ogni caso devono essere sigillati in modo tale da impedire che il contenuto possa essere estratto senza la rottura del sigillo.

In questi giorni  una bella fetta fresca  di melone a fine pasto è una vera delizia: si lascia accompagnare dal classico prosciutto, si lascia bonariamente tagliuzzare per le macedonie e ben si accompagna con il gelato.