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Attualità

Le piante, riserva preziosa per la salute dell’uomo
Fin dai tempi antichi l’uso delle piante per curarsi è stata l’unica strada e la medicina fino al XX secolo si è affidata quasi totalmente alle piante. Poi, lentamente e con la prima ricerca, si è cominciato ad ottenere le sostanze sintetiche. Non a tutti è noto che molte delle sostanze delle piante si usano per trattare i tumori. I farmacologici sono convinti che ci sono ancora nuove occasioni da sfruttare per la salute dell’ uomo. In quali regioni? Alcune regioni dell’Africa e della foresta amazzonica.
Ma quali finora sono le piante che sono state finora veicoli preziosi? Prima di tutto ci sono i tassoli. E’ utile ricordare la scoperta di 50 anni fa della corteccia di un albero di
tasso (foto a sinistra) , in particolare quello del Pacificio, dal quale i ricercatori di quell’epoca sono riusciti ad ottenere il paclitaxel per combattere il cancro. In Europa, è stato individuato un albero simile che contiene un diverso tassolo, il docetaxel. Sono oggi i farmaci anticancro più usati al mondo. Giustamente le case farmaceutiche che avevano cominciato ad utilizzare i derivati, e ancora lo stanno facendo, hanno convenuto, giustamente, di piantare tanti alberi quanti quelli abbattuti.
Poi ci sono altre piante che custodiscono quelle proprietà utili per combattere i tumori e sono la betulla dalla corteccia
bianca (nella foto una foglia), dal tibetana Camptotheca acuminata, la “violetta delle streghe”, il crocus e il podophillum peltatum.
Vediamo, in successione, le caratteristiche di queste piante. La betulla, ad esempio, ha l’acido betulinico che, in vitro, ha eliminato la cellule del melanoma; ci sono scienziati che ritengono che questa sostanza sarebbe in grado anche di combattere altre forme tumorali. Il potente alcaloide contenuto nella Camptotheca è una buona arma per contrastare, con adeguate terapie, il cancro al colon-retto e all’ovaio.
La violetta delle streghe – è una pianta che utile e può essere dannosa al tempo stesso- non è altro che la Vinca
minor (foto): contiene la vinblastina e la vincristina impiegate per la cura di numerosi tumori, in quanto contiene almeno 70 alcaloidi. Si diceva dannosa: certamente, dicono gli esperti. Gli alcaloidi della Vinca, se non gestiti bene, causano effetti negativi nel trattamento delle chemioterapie, come la perdita di capelli o la nausea. Solo con l’intervento del medico specializzato i benefici arrivano a superare i fastidi collaterali. Segue nell’ordine la colchicina, ottenuta dal crocus d’autunno, già usato ampiamente in epoca bizantina per combattere la gotta o l’artrite. Ora in più s’è scoperto che custodisce proprietà anticancro. Infine, si è arrivati ad ottenere un estratto dal Podophillum ad un farmaco di sintesi avendo individuato nel podofillo( ed il merito va all’inglese Ribert Bentley che nel 1861 riuscì a identificare questa formazione cristallina). Dopo tanta sperimentazione si deve arrivare al 1960 quando, per la prima volta, gli scienziati sono riusciti a “leggere” tutta la composizione chimica con il nome di podofillotossina e a dar il via a due nuovi chemioterapici: la teniposide e l’etoposide.
Da non dimenticare poi il tè verde (foto), ricco di potenti antiossidanti, i polifenoli. Ecco, in questo consumo, dobbiamo imparare tanto dalla Cina e dal Giappone dove questa bevanda è un rito e anche una prevenzione del cancro Altri vegetali meritano di essere ricordati per il loro consumo: le arance, per gli agrumi, e i broccoli, per gli ortaggi. Oggi, comunque, la chimica moderna si è sviluppata proprio grazie ai segreti della piante per combattere i tumori ed altre malattie: non è certamente un caso che sono in corso progetti su botanica e cancro, da parte della Karolinska Instituet di Stoccolma e l’americano National Cancer Institute che stanno testato, con raffinata precisione.
Non si tratta di iniziative fantasiose. A questo punto è necessario ricordare una sostanza estratta dalla Tabebuia impetiginosa, una pianta, più nota come ipacho, che cresce e si sviluppa della foresta centroamericana. Siamo sempre nel campo del tè: anche in questo caso un estratto preparato con questa pianta ha dimostrato proprietà anticancro.E ancora una volta la chimica è attivamente impegnata per riprodurre la parte attiva dell’ipacho. Conclusione finale: è condivisa pienamente l’opinione che le piante sono una riserva preziosa per l’ambiente e per l’uomo.
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