anno  VIII - n. 27
19 luglio 2006

 

 

 

 

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Da Bruxelles




Ambiente: città italiane malate, ultime in Europa


Città italiane in coda all'Europa. Malate di smog e rifiuti, allergiche al verde urbano, afflitte dal problema della depurazione, fanno registrare le peggiori eco-performance di tutta l'Unione. Napoli è ultima, Milano penultima, Roma quintultima. In testa su tutte la finlandese Helsinki, promossa a pieni voti. Molto più in basso, anche se con buoni voti, Berlino e Barcellona e medie città come Goteborg, Dresda o Copenaghen. Vienna a Stoccolma sono a un passo dalla sufficienza piena, mentre Madrid e Parigi, Londra e Bruxelles sono davvero lontane dalla sostenibilità. 

In particolare l'Italia esce a ossa rotte: Napoli è la peggiore per verde urbano, 2mq di parchi e giardini per abitante contro i 181 di Goteborg. Milano ha spazi pedonalizzati 80 volte più piccoli di quelli di Goteborg. Napoli non ha piste ciclabili, mentre a Helsinki ci sono 193 metri ogni 100 abitanti. Roma e Milano si salvano solo in un paio di parametri: entrambe hanno buoni valori nel trasporto pubblico, Milano ha una discreta raccolta differenziata (29%), Roma ha investito nel solare. 


Verso aumento accise minime su alcolici e superalcolici 

La presidenza di turno finlandese dell'Unione europea punta ad aumentare la tassazione sulle bevande alcoliche e superalcoliche tra i paesi dei Venticinque. Lo ha confermato la stessa presidenza in un comunicato diffuso in preparazione del prossimo Consiglio dei ministri finanziari Ue. Gli alcolici, come la birra (escluso il vino), ed i superalcolici, sono attualmente soggetti ad aliquote che ''variano sostanzialmente'' da paese a paese, ricorda la nota: aliquote, queste, che creano ''distorsioni nel funzionamento del mercato unico''. E' quindi ''necessario - sottolinea la presidenza - armonizzare le aliquote fiscali per rendere omogenei i livelli di prezzo dell'alcol''. L'obiettivo della presidenza finlandese, conclude quindi il comunicato ''è quello di aumentare le accise minime sull'alcol, in particolare sui superalcolici''. Come è noto, la Commissione europea ha ricevuto il mandato l'anno scorso dal Consiglio Ue di aumentare le accise minime su questi prodotti, ma solo in linea con il tasso d'inflazione, che sono invariate dal 1992. Bruxelles presenterà la sua proposta agli stati membri il prossimo autunno.


Pesca: tonno rosso, Wwf denuncia scomparsa dal mercato ittico

E' perfetto per il sushi e il sashimi, grazie alla qualità delle sue carni e ai giusti livelli di grasso, ma è anche un piatto tipico della nostra tradizione. E' il tonno rosso, che sta per sparire dai banchi del mercato del pesce. Solo l'anno scorso i giapponesi hanno sborsato 140.000 euro per un esemplare da 200 kg. 
A denunciare la prossima scomparsa della specie nell'Atlantico orientale e nel Mediterraneo è l'ultimo dossier del Wwf, che lancia un S.o.s.: la quota annuale di pescato, fissata dalla Commissione Internazionale per la conservazione del tonno atlantico (Iccat) a 32.000 tonnellate, è stata superata del 40%, arrivando a 44.948 tonnellate nel 2004 e a 45.547 nel 2005. Contando le catture non denunciate, secondo il Wwf si oltrepassa quota 50.000 tonnellate. Una condanna a morte per la sopravvivenza della specie. A dare il colpo di grazia alle popolazioni di tonno è arrivato anche il boom delle 'fattorie galleggianti' nel Mediterraneo, che sono passate dalle 49 del 2004-2005 alle 62 del 2006. Qui i tonni vengono catturati quando ancora non hanno raggiunto l'età riproduttiva, per poi essere messi all'ingrasso, pescati e messi in commercio. 
I principali responsabili dello sfruttamento di questo pesce sono, riporta il rapporto del Wwf, Unione europea, con la Francia in testa, seguita da Libia e Turchia. A questa conclusione l'organizzazione ambientalista è arrivata confrontando i numeri ufficiali sulla pesca riportati dai Paesi con quelli sul traffico delle navi container adibite al trasporto di tonno fuori dal Mediterraneo. Il boom poi viene confermato dalle stesse industrie del settore: i viaggi del pesce surgelato sono stati 29 nel 2005, contro i 19 del 2004. Senza contare la tendenza a riportare ufficialmente una quota di pescato inferiore a quella reale, con un'industria che ormai ha puntato sulle ultime zone di riproduzione, al largo delle coste di Libia, Cipro ed Egitto. La Francia ad esempio, nel 2004 ha dichiarato all'Iccat 7.030 tonnellate, mentre l'Eurostat ne riporta 9,450 tonnellate, con un eccesso di pesca di più del 50% rispetto alla quota stabilita. 


Crociata contro mini-moto illegali da Cina 

Nel mirino di Bruxelles sono finite le mini-moto: non quelle conformi alle norme europee, ma quelle contraffatte, che sembrano veri gioielli della tecnologia a taglia ridotta, ma che possono uccidere perché non rispettano le misure di sicurezza previste dall'Europa. ''Solo nel 2005 - mette in guardia la Commissione europea - sono stati registrati cinque incidenti mortali in Gran Bretagna e uno in Svezia nel 2006''. In Italia nel maggio scorso ha perso la vita un bambino di 7 anni che con il cugino era in sella ad un mini-scooter a quattro ruote che non era abilitato alla circolazione su strada. Bruxelles ha deciso quindi di lanciare una nuova battaglia in difesa della sicurezza dei consumatori e per salvaguardare la propria industria dalla contraffazione dei prodotti.



Aviaria:europei impreparati su rischi per salute 

Gli europei sono ben informati sull'influenza aviaria e hanno fiducia negli interventi presi dall'Europa e dai loro governi per combattere la malattia, ma le conoscenze sui rischi per la salute sono apparse in alcuni casi insufficienti. La pagella peggiore l'hanno ricevuta italiani, irlandesi, spagnoli e portoghesi. Al contrario francesi, tedeschi, danesi e belgi sono stati tra i primi della classe. E' quanto emerge da un sondaggio Eurobarometro effettuato dall'Ue presso 25.000 cittadini, tra il 27 marzo e il primo maggio scorso, in un momento cruciale della crisi dell'influenza aviaria in Europa, quando i consumi sono crollati per i timori di una diffusione del virus. L'Europa ha voluto un'indagine a tutto campo che ha coinvolto non soli i 25 stati membri, ma anche la Comunita' cipriota turca, i due paesi in via di adesione, Bulgaria e Romania, e i paesi candidati, Croazia e Turchia. Ai cittadini e' stato chiesto ad esempio: ''Il pollo contaminato rappresenta un rischio per la salute se e' ben cotto?''. O ancora, ''il virus dell'influenza aviaria puo' essere trasmesso da uomo a uomo?''. ''E' pericoloso mangiare la carne di pollo vaccinato contro l'influenza aviaria?''. ''La vaccinazione contro l'influenza stagionale e' efficace anche contro l'influenza aviaria?''. Insomma domande precise, a cui globalmente hanno dato risposte corrette un numero relativamente elevato di persone. Ma restano delle grosse lacune su informazioni essenziali. Ad esempio poco meno di un terzo degli europei interrogati (il 28%) ignora che l'influenza aviaria non puo' essere trasmessa tramite le uova o la carne di pollo quando questi alimenti sono ben cotti. Questa carenza nell'informazione ha certamente alimentato i timori di una diffusione del virus che nel momento di maggiore crisi si e' trasformato in vero panico. La conseguenza e' stata un crollo dei consumi di pollame e di uova che in Italia ha registrato la punta piu' elevata - meno il 70% - nel febbraio scorso, con la scoperta del virus in uccelli selvatici migratori, e tutta la filiale avicola sta ancora pagando conseguenze economiche e sociali gravissime.