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Attualità

Siccità: acque Brenta cominciano a scarseggiare
"La situazione si fa preoccupante anche per il fiume Brenta, che registra portate ridotte, nell'ordine dei 27 metri cubi al secondo; in più si conferma la tendenza negativa di abbassamento delle falde acquifere nel territorio". E' quanto viene comunicato dal Consorzio di Bonifica "Pedemontano Brenta", esprimendo preoccupazione per il regolare svolgimento dell'attività irrigua dell'ente, che deve garantire l'acqua a 20.000 aziende agricole, distribuite su una superficie di oltre trentamila ettari. Per non fare perdere i raccolti agricoli e per mantenere, al contempo, il minimo deflusso vitale in alveo, il Consorzio di Bonifica ha già chiesto all'Enel di anticipare lo svaso del lago del Corlo, nel bellunese, che, assieme al lago del
Senaiga, è un serbatoio naturale del fiume Brenta. La manovra, eseguita nei giorni scorsi dall'Enel, ha consentito di aumentare del 25% la portata naturale del fiume, dando respiro al mondo agricolo e ai pescatori della zona, che lamentavano la scarsità d'acqua. Negli ultimi quattro anni, già tre volte si è dovuto procedere con l'anticipo dello svaso dei bacini montani, a differenza dei precedenti vent'anni, in cui era accaduto una volta soltanto. E' per questo che, di fronte agli evidenti cambiamenti climatici, il Consorzio di Bonifica ribadisce la necessità di creare nuovi serbatoi, in grado di trattenere l'acqua nei momenti di abbondanza e di lasciarla scorrere a valle nei periodi di siccità. "Mi auguro - ha dichiarato il Presidente del Consorzio Danilo Cuman - che la prossima estate non ci si trovi, ancora una volta, nella medesima situazione di emergenza idrica, per la noncuranza delle autorità competenti. Da parte nostra, abbiamo proposto più volte delle nuove opere per il bacino del Brenta, che auspico entrino nelle priorità di chi ha potere decisionale".
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