anno  VIII - n. 28
26 luglio 2006

 

 

 

 

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Notizie in breve




Veneti indagati per presunta truffa finanziamenti Ue 


In riferimento alla notizia sopra pubblicata, Cesvitem Onlus comunica che in data 10 novembre 2006 il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Venezia, dr. Giandomenico Gallo, ha disposto l’archiviazione di tutte le accuse mosse ai dirigenti dell’associazione (decreto di archiviazione 6691/06). 
In particolare è indiscutibile il fatto che “sono state effettivamente realizzate le opere per le quali erano stati erogati i finanziamenti”. La parziale incongruenza nelle spese sostenute per due di queste opere è facilmente spiegabile alla luce non solo delle giustificazioni difensive ma anche “dei rilievi della stessa accusa”.

Quattro persone risultano indagate nell'ambito di un'indagine su una presunta truffa ai danni della Ue. Si tratta di Simone Naletto e Piero Antronio Bernardi, rispettivamente presidente e vice presidente del Centro sviluppo del Terzo Mondo (Cesvitem) di Mirano (Venezia) e di due fratelli peruviani dell'associazione Ocd, legata all'organizzazione non governativa italiana. La Cesvitem aveva ricevuto 6.221.000 euro per finanziare parte degli interventi a carattere umanitario a livello mondiale, 1.285.000 dei quali destinati a tre progetti in Perù: la costruzione di una diga, la creazione di un'azienda per la coltivazione degli asparagi e la realizzazione di una fattoria a grande estensione territoriale con annessa una scuola per insegnare la coltivazione della terra. L'inchiesta, come scrive oggi dalla Nuova Venezia, era stata avviata nel 2003 su segnalazione dell'Olaf, l'ufficio di Bruxelles di lotta alle frodi, che aveva portato la Guardia di finanza di Venezia a perquisire la sede della Cesvitem. Secondo il pm, non si trattava di truffa ma di appropriazione ai danni della Comunità Europea, reato che nel frattempo era andato in prescrizione. Per cui il magistrato ha deciso di archiviare il fascicolo che sarebbe stato riaperto se fossero emersi nuovi elementi. Lo scorso anno un sottufficiale delle fiamme gialle veneziane e due ispettori dell'Olaf si sono recati in Perù, svolgendo un accertamento sui lavori svolti, rilevando che il valore delle opere non era conforme allo stanziamento dell'Ue. 

E' stato così scoperto che una certa somma di denaro risparmiato (l'importo non è stato ancora quantificato) era stata dirottata in parte ad altri interventi umanitari della Cesvitem in Brasile e il rimanente invece alla sede veneziana dell'Ong. Nel frattempo L'Ue ha bloccato l'ultima tranche del finanziamento, pari a circa 470.000 euro. La magistratura contesta alla Cesvitem di aver interposto altre due Ong peruviane con una procedura non regolare; di aver predisposto preventivi di spesa maggiorati al fine di ottenere il massimo finanziamento possibile per la realizzazione del progetto di sviluppo. Inoltre, tra le ipotesi d'accusa, c'é quello di aver realizzato opere non sempre conformi a quanto indicato nei progetti sia per valori che di opera fatta; di aver predisposto rendiconti opportunamente aggiustati a posteriori al fine di dare corrispondenza tra quanto speso e quanto invece ricevuto come finanziamento. E' poi contestato alla Ong veneziana di aver simulato l'impiego di risorse proprie per i progetti di sviluppo: in realtà tali fondi, secondo gli inquirenti, sono rientrati in Italia e in minima parte in Brasile. Infine di aver impiegato i fondi comunitari per fini diversi da quelli concordati, con il rientro di somme in Italia. 

 

Turismo: gli italiani amano sempre più vacanze nei parchi 


Nei parchi e nelle aree protette si producono ben 554 diversi prodotti alimentari tipici tra vini, formaggi, salumi, extravergini ed altre specialità che trainano il boom del turismo ecologico in queste aree che coprono quasi il 10 per cento del territorio nazionale e dove operano 230mila aziende agricole impegnate nella coltivazione, nell'allevamento e nella trasformazione dei prodotti.
E' quanto afferma la Coldiretti nel commentare la crescita della vacanza nelle aree protette secondo il rapporto sul turismo nei parchi nazionali italiani elaborato dal CTS con il sostegno del ministero dell'Ambiente, che registra un incremento del 34 per cento in sette anni. Dalla capacità di valorizzare la leadership nazionale nella salvaguardia dell'ambiente e nella buona alimentazione dipendono molte delle opportunità di sviluppo del turismo Made in Italy che può contare - sottolinea la Coldiretti - su 772 parchi e aree protette che coprono il 10 per cento del territorio nazionale, 4.100 prodotti tradizionali regionali, 
155 specialita' a denominazione di origine e indicazione geografica protetta (Dop/Igp) e oltre 400 vini Docg, Doc e Igt che possono essere gustati e acquistati nei quindicimila agriturismi presenti su tutto il territorio nazionale che offrono anche 140mila posti letto. Si tratta di un patrimonio che - conclude la Coldiretti - è in grado di sviluppare un turismo eco - eno - gastronomico che vale oltre cinque miliardi di euro e che si presenta in costante crescita.