anno  VIII - n. 32
23 agosto 2006

 

 

 

 

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Attualità




Troppi cinghiali sui Colli Euganei


Non si arresta la diffusione dei cinghiali sui Colli Euganei e gli imprenditori agricoli lanciano l'allarme: ormai i danni alle colture, rilevano, si fanno sempre più frequenti in tutta l'area collinare e al momento non sono state messe a punto delle contromisure adeguate per contenere la presenza degli animali e tutelare il reddito delle imprese agricole. 
Lo denuncia Coldiretti Padova che nei giorni scorsi ha inviato una lettera ai presidenti della Provincia di Padova e del Parco Colli, nonché ai sindaci dei Comuni interessati, per sottolineare la necessità di mettere un freno alla "invasione" dei cinghiali in un territorio con una forte e qualificata presenza di colture agricole di pregio. 

Vigneti doc e frutteti, orti, piccoli frutti e seminativi: nessuna coltura sopravvive al passaggio dei cinghiali, i quali non si limitano a distruggere i frutti pendenti, ma causano ingenti danni anche alle strutture e ai terreni. Le segnalazioni da parte degli imprenditori agricoli sono ormai all'ordine del giorno, per questo Coldiretti Padova chiede un intervento più incisivo alla Provincia e al Parco Colli nei confronti di un fenomeno finora difficilmente controllabile. 
Allo stesso tempo l'associazione invita gli agricoltori a segnalare tempestivamente alla Provincia i danni subiti dal passaggio dei cinghiali. 

"Come è noto questi animali escono dai boschi alla ricerca di cibo e danneggiano ogni genere di coltura, - spiega Paolo Martin, direttore di Coldiretti Padova - soprattutto quelle in fase di maturazione. Neppure i vigneti vengono risparmiati, così come le colture orticole, frutticole e le coltivazioni di seminativi. Spesso le perdite del prodotto sono rilevanti se non totali. Inoltre i terreni attraversati dai cinghiali richiedono una radicale sistemazione che impegna tempo e risorse delle nostre imprese".

"Negli ultimi giorni le segnalazioni da parte delle aziende agricole dei Colli Euganei - aggiunge il presidente Marco Calaon - sono sensibilmente aumentare e la nostra Organizzazione si sta attivando per quantificare i danni fin qui subiti. 
Alla Provincia e al Parco chiediamo un intervento urgente per arginare un fenomeno che ormai ha assunto proporzioni intollerabili per le imprese agricole, con ricadute negative sulle produzioni tipiche locali a marchio di qualità. 
Rinnoviamo la nostra disponibilità ad un tempestivo confronto su un problema che va risolto una volta per tutte".