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Attualità

Aviaria: la situazione nel
resto del mondo
Russia, grossi
timori per arrivo uccelli migratori
Dopo
qualche settimana di tregua, dovuta ad un'eccezionale ondata di
freddo, la Russia è di nuovo alle prese con l'epidemia di
influenza aviaria - l'ultimo caso é stato scoperto i in
Calmucchia (nella foto la bandiera) - e teme il peggio per la
primavera, quando diventerà di nuovo una trafficata terra di
transito per gli uccelli migratori. In Calmucchia, nel Sud della
Russia europea, una settantina di polli sono morti nel villaggio
Bolshoi Gok, dove agli abitanti è stato ordinato di distruggere
tutti i volatili da cortile. 
E' giunta la
conferma che proprio il micidiale virus H5N1 ha ucciso 18.000
polli in un allevamento del distretto Buinaksk, in Daghestan
(foto), una delle repubbliche autonome del Caucaso russo. Un
sottotipo dell'H5N1 è risultato responsabile di altre due morie
di pollame in Daghestan, negli allevamenti di Makhachkalinskaya
e Eldama. Misure per il contenimento dell'epidemia - che in
Russia ha incominciato a imperversare nello scorso luglio - sono
state prese anche in un'altra regione meridionale della Russia
europea, quella di Stavropol, dopo che nel villaggio di Nadezhda
polli, anatre e oche hanno incominciato a morire in massa. Le
autorità sanitarie e veterinarie hanno dato il loro nulla-osta
alla vaccinazione di milioni di polli e in vista dell'arrivo
degli uccelli migratori vogliono creare speciali gruppi mobili
per il monitoraggio delle zone umide. Dei gruppi mobili faranno
parte veterinari e cacciatori. Questi ultimi con il permesso di
abbattere gli uccelli in odore di malattia, per poter
analizzarne il sangue.
Ungheria, Governo conferma virus H5N1 su cigni
I cigni morti trovati due settimane fa vicino al comune
Nagybaracska, nel centro dell'Ungheria, erano effettivamente
portatori del virus H5N1, secondo quanto annunciato dal
portavoce del governo confermando i risultati degli esami del
laboratorio centrale europeo di Weybridge, in Gran Bretagna.
Anche le analisi ungheresi avevano già dato risultati positivi.
Tutte le misure necessarie sono in vigore dalla settimana
scorsa, ha aggiunto il portavoce. Dopo il primo ritrovamento di
cigni morti, altri quattro sono stati trovati finora nello
stesso luogo, e campioni di questi sono stati mandati a
Weybridge per l'analisi.
"I nostri sospetti fondati della presenza del virus H5N1
sono stati confermati, le misure prese sono in vigore". Le
autorità veterinarie hanno controllato i pollami domestici del
comune isolato entro un raggio di tre chilometri. Le aziende
familiari sono obbligate a chiudere i pollami per impedire
contatti con uccelli migratori. "L'influenza aviaria è una
malattia di animali, gli uomini e il bestiame domestico non sono
in pericolo", assicurano le autorità. Il primo ministro
Ferenc Gyurcsany ha visitato il comune messo in quarantena, ed
ha assicurato gli abitanti che l'Ungheria dispone di un vaccino
contro il virus H5N1, e in caso di necessità tutti possono
averlo. Ma finora la vaccinazione non è necessaria, ha
aggiunto.
India, nove casi sospetti, crollo 30% vendite polli
Nove persone con i sintomi dell'influenza aviaria sono sotto
strettissima osservazione in ospedale nel distretto di Navapur,
nello Stato indiano del Maharasthra, mentre in tutta l'India le
vendite di pollame sono crollate del 30%, con gravi conseguenze
per l'economia. Circa 11.000 dosi di Tamiflu e oltre 3.000 kits
di mascherine e guanti antivirali sono state inviati nello Stato
del Maharasthra. Secondo fonti locali sarebbero almeno mille i
polli morti nella zona nord occidentale dello Stato negli ultimi
tre giorni. L'allerta è massima in tutta l'India: diversi
stati, tra cui il West Bengal, il Karnataka, il Tamil Nadu, il
Kerala e lo Stato di Goa hanno vietato la importazione del
pollame dal Maharasthra. Nello Stato del Bihar, uno dei più
poveri dell'India, i giornali locali hanno pubblicato diversi
servizi sui sintomi dell'aviaria e sulle misure preventive da
adottare per evitare il contagio. Le autorità indiane hanno
anche messo in guardia la popolazione dal fare uso di Tamiflu o
altri farmaci anti virali senza l'autorizzazione dei medici.
La paura, infatti, è che la psicosi dell'aviaria possa anche
provocare abusi nell'uso di questi farmaci. "Questi farmaci
non possono e non devono essere venduti liberamente - ha
dichiarato il Segretario del Ministero della salute indiano, Pk
Hota - perciò occorre controllo". La Cipla, una casa
farmaceutica indiana, ha intanto annunciato per i prossimi
giorni il lancio di un nuovo farmaco antivirale che, afferma,
sarebbe idoneo a combattere il virus dell'aviaria, e di cui
potrebbero venire prodotte circa 100.000 dosi a settimana.
Quanto al consumo di pollame, "l'impatto negativo sulle
vendite - ha dichiarato Bharat Tandon, presidente della Clfm
India, un'associazione che si occupa di alimentazione e
nutrizione - si è avuto soprattutto nelle zone in cui si sono
avuti i primi focolai di aviaria, ma ora la situazione sta
precipitando in tutto il Paese. Il nostro sforzo è quello di
far capire alla gente che non bisogna farsi prendere dal panico.
Inoltre noi stiamo appoggiando le iniziative del Governo per
cercare di far fronte al problema".
Grecia,
trovati altri sette cigni selvatici morti
Altri
sette cigni selvatici morti a causa del virus H5 dell'influenza
aviaria sono stati trovati nel settentrione della Grecia. Lo ha
annunciato il ministero dell'Agricoltura ellenico, precisando di
non sapere ancora se i volatili trovati morti siano deceduti a
causa della variante H5N1, ma i campioni prelevati dalle
carcasse dei volatili sono già stati inviati al laboratorio
europeo in Gran Bretagna dove verranno condotte ulteriori
analisi. La settimana scorsa erano stati riscontrati cinque casi
sospetti di influenza aviaria, poi confermati come H5N1, in
altrettanti cigni selvatici trovati nella regione di Salonicco,
nel Nord del Paese. Dopo un falso allarme registratosi pochi
mesi fa su un'isola dell'Egeo settentrionale, l'influenza
aviaria ha fatto la sua comparsa in Grecia l'11 febbraio quando
in tre cigni selvatici trovati morti nel Nord del Paese, al
confine con la Turchia, è stata riscontrata la variante H5N1
del virus che poche settimane prima in Turchia aveva provocato
la morte di quattro persone.
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