anno  VIII - n. 7
1 marzo 2006

 

 

 

 

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Attualità


Aviaria: la situazione nel resto del mondo

 

Russia, grossi timori per arrivo uccelli migratori


Dopo qualche settimana di tregua, dovuta ad un'eccezionale ondata di freddo, la Russia è di nuovo alle prese con l'epidemia di influenza aviaria - l'ultimo caso é stato scoperto i in Calmucchia (nella foto la bandiera) - e teme il peggio per la primavera, quando diventerà di nuovo una trafficata terra di transito per gli uccelli migratori. In Calmucchia, nel Sud della Russia europea, una settantina di polli sono morti nel villaggio Bolshoi Gok, dove agli abitanti è stato ordinato di distruggere tutti i volatili da cortile.

E' giunta la conferma che proprio il micidiale virus H5N1 ha ucciso 18.000 polli in un allevamento del distretto Buinaksk, in Daghestan (foto), una delle repubbliche autonome del Caucaso russo. Un sottotipo dell'H5N1 è risultato responsabile di altre due morie di pollame in Daghestan, negli allevamenti di Makhachkalinskaya e Eldama. Misure per il contenimento dell'epidemia - che in Russia ha incominciato a imperversare nello scorso luglio - sono state prese anche in un'altra regione meridionale della Russia europea, quella di Stavropol, dopo che nel villaggio di Nadezhda polli, anatre e oche hanno incominciato a morire in massa. Le autorità sanitarie e veterinarie hanno dato il loro nulla-osta alla vaccinazione di milioni di polli e in vista dell'arrivo degli uccelli migratori vogliono creare speciali gruppi mobili per il monitoraggio delle zone umide. Dei gruppi mobili faranno parte veterinari e cacciatori. Questi ultimi con il permesso di abbattere gli uccelli in odore di malattia, per poter analizzarne il sangue.

 Ungheria, Governo conferma virus H5N1 su cigni

I cigni morti trovati due settimane fa vicino al comune Nagybaracska, nel centro dell'Ungheria, erano effettivamente portatori del virus H5N1, secondo quanto annunciato dal portavoce del governo confermando i risultati degli esami del laboratorio centrale europeo di Weybridge, in Gran Bretagna. Anche le analisi ungheresi avevano già dato risultati positivi. Tutte le misure necessarie sono in vigore dalla settimana scorsa, ha aggiunto il portavoce. Dopo il primo ritrovamento di cigni morti, altri quattro sono stati trovati finora nello stesso luogo, e campioni di questi sono stati mandati a Weybridge per l'analisi. 

"I nostri sospetti fondati della presenza del virus H5N1 sono stati confermati, le misure prese sono in vigore". Le autorità veterinarie hanno controllato i pollami domestici del comune isolato entro un raggio di tre chilometri. Le aziende familiari sono obbligate a chiudere i pollami per impedire contatti con uccelli migratori. "L'influenza aviaria è una malattia di animali, gli uomini e il bestiame domestico non sono in pericolo", assicurano le autorità. Il primo ministro Ferenc Gyurcsany ha visitato il comune messo in quarantena, ed ha assicurato gli abitanti che l'Ungheria dispone di un vaccino contro il virus H5N1, e in caso di necessità tutti possono averlo. Ma finora la vaccinazione non è necessaria, ha aggiunto.

India, nove casi sospetti, crollo 30% vendite polli

Nove persone con i sintomi dell'influenza aviaria sono sotto strettissima osservazione in ospedale nel distretto di Navapur, nello Stato indiano del Maharasthra, mentre in tutta l'India le vendite di pollame sono crollate del 30%, con gravi conseguenze per l'economia. Circa 11.000 dosi di Tamiflu e oltre 3.000 kits di mascherine e guanti antivirali sono state inviati nello Stato del Maharasthra. Secondo fonti locali sarebbero almeno mille i polli morti nella zona nord occidentale dello Stato negli ultimi tre giorni. L'allerta è massima in tutta l'India: diversi stati, tra cui il West Bengal, il Karnataka, il Tamil Nadu, il Kerala e lo Stato di Goa hanno vietato la importazione del pollame dal Maharasthra. Nello Stato del Bihar, uno dei più poveri dell'India, i giornali locali hanno pubblicato diversi servizi sui sintomi dell'aviaria e sulle misure preventive da adottare per evitare il contagio. Le autorità indiane hanno anche messo in guardia la popolazione dal fare uso di Tamiflu o altri farmaci anti virali senza l'autorizzazione dei medici.

La paura, infatti, è che la psicosi dell'aviaria possa anche provocare abusi nell'uso di questi farmaci. "Questi farmaci non possono e non devono essere venduti liberamente - ha dichiarato il Segretario del Ministero della salute indiano, Pk Hota - perciò occorre controllo". La Cipla, una casa farmaceutica indiana, ha intanto annunciato per i prossimi giorni il lancio di un nuovo farmaco antivirale che, afferma, sarebbe idoneo a combattere il virus dell'aviaria, e di cui potrebbero venire prodotte circa 100.000 dosi a settimana. Quanto al consumo di pollame, "l'impatto negativo sulle vendite - ha dichiarato Bharat Tandon, presidente della Clfm India, un'associazione che si occupa di alimentazione e nutrizione - si è avuto soprattutto nelle zone in cui si sono avuti i primi focolai di aviaria, ma ora la situazione sta precipitando in tutto il Paese. Il nostro sforzo è quello di far capire alla gente che non bisogna farsi prendere dal panico. Inoltre noi stiamo appoggiando le iniziative del Governo per cercare di far fronte al problema".

 Grecia, trovati altri sette cigni selvatici morti

Altri sette cigni selvatici morti a causa del virus H5 dell'influenza aviaria sono stati trovati nel settentrione della Grecia. Lo ha annunciato il ministero dell'Agricoltura ellenico, precisando di non sapere ancora se i volatili trovati morti siano deceduti a causa della variante H5N1, ma i campioni prelevati dalle carcasse dei volatili sono già stati inviati al laboratorio europeo in Gran Bretagna dove verranno condotte ulteriori analisi. La settimana scorsa erano stati riscontrati cinque casi sospetti di influenza aviaria, poi confermati come H5N1, in altrettanti cigni selvatici trovati nella regione di Salonicco, nel Nord del Paese. Dopo un falso allarme registratosi pochi mesi fa su un'isola dell'Egeo settentrionale, l'influenza aviaria ha fatto la sua comparsa in Grecia l'11 febbraio quando in tre cigni selvatici trovati morti nel Nord del Paese, al confine con la Turchia, è stata riscontrata la variante H5N1 del virus che poche settimane prima in Turchia aveva provocato la morte di quattro persone.