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Prodotti
tradizionali

L'aglio:
un ortaggio tutta salute
La coltivazione dell'aglio sembra risalire
a circa il 3000 a.C. e risulta localizzata soprattutto in quelle
zone del nostro continente con clima temperato. Galeno lo cita
già come antidoto contro i morsi dei serpenti velenosi, ma nel
corso dei secoli all'aglio vennero attribuite diverse virtù
benefiche, tanto che venne utilizzato come pozione contro i
malefici, come elisir di lunga vita e nella composizione di
diverse ricette mediche.
Ma oltre a queste supposte virtù, l'aglio
trovò e trova tuttora largo impiego sulle nostre tavole, come
ingrediente di primaria importanza.
L'aglio appartiene alla famiglia delle
liliacee, vegetali che nella maggior parte presentano un bulbo,
il quale altro non è che un breve fusto modificato dove le
squame fogliari si sovrappongono l'una sull'altra e svolgono la
funzione di immagazzinare sostanze di riserva utili al
nutrimento della pianta. Nel caso dell'aglio il suo grosso bulbo
sotterraneo è ricoperto da tuniche, nel cui interno stanno
racchiusi numerosi bulbilli a forma di spicchi. Il fusto della
pianta porta fino a metà, delle larghe foglie lineari appuntite
a margine ruvido e nella parte terminale reca un'ombrella
floreale avvolta da una brattea che la chiude a guisa di
cappuccio. I fiori, piccoli e biancastri, sono frammisti
bulbilli.
Le numerose popolazioni d'aglio coltivate
si raccolgono sotto due ecotipi fondamentali; l'aglio bianco o
comune, che presenta tuniche bianche, e aglio rosa, il quale,
invece, si ricopre di tuniche rosate. L'aglio bianco o comune,
per la rusticità è coltivato in diverse regioni Italiane,
fornisce una produzione tardiva con bulbi dall'aroma alquanto
accentuato. Nella provincia di Rovigo si coltiva il 90%
dell'aglio veneto, e il 60% del prodotto nazionale.
La zona di
produzione comprende l’intero territorio dei comuni di
Lendinara, Lusia, Castelguglielmo, Occhiobello, Fiesso, Pincara,
S. Bellino, Frassinella, Fratta, Villamarzana, Canaro, Villanova
di Ghebbo, Arquà Polesine, Costa, Polesella, Bosaro, Guarda
V.ta, Pontecchio, Crespino, Villanova Marchesana, Papozze,
Gavello, Ceregnano, Villadose, S.Martino, Pettorazza, Adria,
Rovigo che delimitano un’area continua in provincia di Rovigo.
L’aglio è
immesso sul mercato, previa selezione sul campo o in appositi
locali, in mazzi, in trecce, in grappoli e confezioni minori.
L’attenzione è rivolta ad offrire un prodotto sano, igienico
e ottimale sia dal punto di vista organolettico che della
“qualità commerciale” in conformità a quanto previsto
dalle norme di qualità comunitarie per i prodotti
ortofrutticoli.
La preparazione
del prodotto viene fatta in trecce di almeno 12-24 bulbi
unicamente per il prodotto secco o semisecco. Gli agli
presentati in trecce devono essere intrecciati con il loro
stesso stelo e legati con spago, rafia o altro materiale idoneo.
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