anno  V - n. 32
17 settembre 2003

 

fotografia spicchi d'aglio

 

 

 

 

Mondo agricolo Veneto - logo

Prodotti tradizionali

L'aglio: un ortaggio tutta salute

La coltivazione dell'aglio sembra risalire a circa il 3000 a.C. e risulta localizzata soprattutto in quelle zone del nostro continente con clima temperato. Galeno lo cita già come antidoto contro i morsi dei serpenti velenosi, ma nel corso dei secoli all'aglio vennero attribuite diverse virtù benefiche, tanto che venne utilizzato come pozione contro i malefici, come elisir di lunga vita e nella composizione di diverse ricette mediche. Ma oltre a queste supposte virtù, l'aglio trovò e trova tuttora largo impiego sulle nostre tavole, come ingrediente di primaria importanza. 

L'aglio appartiene alla famiglia delle liliacee, vegetali che nella maggior parte presentano un bulbo, il quale altro non è che un breve fusto modificato dove le squame fogliari si sovrappongono l'una sull'altra e svolgono la funzione di immagazzinare sostanze di riserva utili al nutrimento della pianta. Nel caso dell'aglio il suo grosso bulbo sotterraneo è ricoperto da tuniche, nel cui interno stanno racchiusi numerosi bulbilli a forma di spicchi. Il fusto della pianta porta fino a metà, delle larghe foglie lineari appuntite a margine ruvido e nella parte terminale reca un'ombrella floreale avvolta da una brattea che la chiude a guisa di cappuccio. I fiori, piccoli e biancastri, sono frammisti bulbilli. 

spicchi d'aglio Le numerose popolazioni d'aglio coltivate si raccolgono sotto due ecotipi fondamentali; l'aglio bianco o comune, che presenta tuniche bianche, e aglio rosa, il quale, invece, si ricopre di tuniche rosate. L'aglio bianco o comune, per la rusticità è coltivato in diverse regioni Italiane, fornisce una produzione tardiva con bulbi dall'aroma alquanto accentuato. Nella provincia di Rovigo si coltiva il 90% dell'aglio veneto, e il 60% del prodotto nazionale. 

La zona di produzione comprende l’intero territorio dei comuni di Lendinara, Lusia, Castelguglielmo, Occhiobello, Fiesso, Pincara, S. Bellino, Frassinella, Fratta, Villamarzana, Canaro, Villanova di Ghebbo, Arquà Polesine, Costa, Polesella, Bosaro, Guarda V.ta, Pontecchio, Crespino, Villanova Marchesana, Papozze, Gavello, Ceregnano, Villadose, S.Martino, Pettorazza, Adria, Rovigo che delimitano un’area continua in provincia di Rovigo. L’aglio è immesso sul mercato, previa selezione sul campo o in appositi locali, in mazzi, in trecce, in grappoli e confezioni minori. 

L’attenzione è rivolta ad offrire un prodotto sano, igienico e ottimale sia dal punto di vista organolettico che della “qualità commerciale” in conformità a quanto previsto dalle norme di qualità comunitarie per i prodotti ortofrutticoli. La preparazione del prodotto viene fatta in trecce di almeno 12-24 bulbi unicamente per il prodotto secco o semisecco. Gli agli presentati in trecce devono essere intrecciati con il loro stesso stelo e legati con spago, rafia o altro materiale idoneo.