L'anguilla "sbrissa" dalle mani, ma non scappa alla
gola
Ha il corpo filiforme e tondeggiante. Assomiglia più ad un
serpente che a un pesce, ma malgrado il suo aspetto è
ricercatissima dai buongustai, che la amano assaporare in
diverse ricette, a seconda della sua grandezza. Si tratta
dell'anguilla, che in Veneto caratterizza da secoli l'itticoltura
e la pesca polesana.
Il paesaggio del territorio di Rosolina, come tutto quello
del Delta del Po, vede infatti una diffusa presenza di valli da
pesca di acqua salmastra, poco profonde, in parte di origine
naturali, nate dalla secolare opera costruttrice del Po, in
parte dovute all'intervento dell'uomo, che ha arginato le zone
più basse del delta invase dall'acqua, trasformando queste aree
in zona per la pesca.
L'anguilla, oltre per le sue caratteristiche
"fisiche", è nota per le singolari abitudini
riproduttive e per il ciclo vitale.
Ad un determinato momento della loro vita tutte le anguille
delle acque dolci abbandonano i fiumi e si dirigono verso il
mare ed una volta raggiunto continuano il loro viaggio fino ad
arrivare inuna stessa zona dell'oceano Atlantico, il Mar dei
Sargassi, per deporvi le uova in primavera. Dalla fecondazione
di quest'ultime nascono le larve, trasparenti e a forma di
foglia di salice, lunghe pochi millimetri, che iniziano a
dirigersi verso oriente.
Sono necessari tre anni ai leptocefali per percorrere gli
8000 chilometri che separano il Mar dei Sargassi dalle coste
europee e, in prossimità delle coste, nella primavera del loro
quarto anno di vita, si trasformano in piccole anguille ancora
molto trasparenti, le ceche, che risalgono i fiumi, penetrando
il più possibile all'interno, spinte dall'istinto e che le che
le costringe a superare le difficoltà di questa migrazione
contro corrente. Una parte di loro raggiunge persino in laghi
non collegati a fiumi, percorrendo vene d'acqua sotterranee e
attraversando prati umidi.
Durante questo tragitto esse si pigmentano e cominciano ad
aumentare di peso, nutrendosi, all'inizio, di animaletti del
fondo.
In acque dolci l'anguilla diventa un pesce con abitudini
notturne, vivendo durante il giorno nascosta in tane, oppure
immersa nel fondo.
La maturità sessuale compare dopo un periodo di permanenza
in acque dolci che per i maschi è di nove anni e nelle femmine
di 12. In questa fase si verfivìca una nuova metamorfosi: gli
occhi si ingrossano, il colore verdastro del dorso e giallastro
del ventre cambiano in scuro e argenteo. In questo stadio della
loro vita le anguille cessano di nutrirsi e il loro tubo
digerente si atrofizza; quindi da luglio a settembre, durante le
notti, abbandonano le acque interne per raggiungere, dopo un
anno e mezzo, il Mar dei Sargassi, dove, dopo aver deposto le
uova, muoiono.
Con Decreto Legislativo n.173 del 30 aprile 1998 l'anguilla e
classificata tra i prodotti agroalimentari tradizionali. Il
territorio interessato alla produzione sono i fiumi, le lagune e
le valli del delta del Po e i Comuni di Rosolina, Porto Viro,
Porto Tolle, Ariano nel Polesine in provincia di Rovigo.
L'anguilla ha un corpo subcilindrico allungato, testa lunga e
bocca provvista di piccoli denti, occhio rotondo, pinna dorsale
fusa con la pinna codale, mentre le pinne pettorali sono corte e
tondeggianti. La pelle è viscida per la presenza di abbondante
muco e durante la migrazione riproduttiva essa assume un colore
bruno verdastro, quasi nera e con ventre argenteo.
La pesca viene esercitata con sistemi tradizionali, tutti
riconducibili ad attrezzi da posta. In particolare essa viene
pescata con bertovelli durante il periodo autunnale e "tressi",
ovvero attrezzi da posta fissa durante i periodi primaverile,
estivo ed autunnale. Essa inoltre è oggetto di cattura nei
lavorieri delle valli da pesca.