anno  V - n. 4
5 febbraio 2003

 

 

 

 

 

 

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Prodotti tradizionali

L'anguilla "sbrissa" dalle mani, ma non scappa alla gola

Ha il corpo filiforme e tondeggiante. Assomiglia più ad un serpente che a un pesce, ma malgrado il suo aspetto è ricercatissima dai buongustai, che la amano assaporare in diverse ricette, a seconda della sua grandezza. Si tratta dell'anguilla, che in Veneto caratterizza da secoli l'itticoltura e la pesca polesana.

Il paesaggio del territorio di Rosolina, come tutto quello del Delta del Po, vede infatti una diffusa presenza di valli da pesca di acqua salmastra, poco profonde, in parte di origine naturali, nate dalla secolare opera costruttrice del Po, in parte dovute all'intervento dell'uomo, che ha arginato le zone più basse del delta invase dall'acqua, trasformando queste aree in zona per la pesca.

L'anguilla, oltre per le sue caratteristiche "fisiche", è nota per le singolari abitudini riproduttive e per il ciclo vitale.

Ad un determinato momento della loro vita tutte le anguille delle acque dolci abbandonano i fiumi e si dirigono verso il mare ed una volta raggiunto continuano il loro viaggio fino ad arrivare inuna stessa zona dell'oceano Atlantico, il Mar dei Sargassi, per deporvi le uova in primavera. Dalla fecondazione di quest'ultime nascono le larve, trasparenti e a forma di foglia di salice, lunghe pochi millimetri, che iniziano a dirigersi verso oriente.

Sono necessari tre anni ai leptocefali per percorrere gli 8000 chilometri che separano il Mar dei Sargassi dalle coste europee e, in prossimità delle coste, nella primavera del loro quarto anno di vita, si trasformano in piccole anguille ancora molto trasparenti, le ceche, che risalgono i fiumi, penetrando il più possibile all'interno, spinte dall'istinto e che le che le costringe a superare le difficoltà di questa migrazione contro corrente. Una parte di loro raggiunge persino in laghi non collegati a fiumi, percorrendo vene d'acqua sotterranee e attraversando prati umidi.

Durante questo tragitto esse si pigmentano e cominciano ad aumentare di peso, nutrendosi, all'inizio, di animaletti del fondo.

In acque dolci l'anguilla diventa un pesce con abitudini notturne, vivendo durante il giorno nascosta in tane, oppure immersa nel fondo.

La maturità sessuale compare dopo un periodo di permanenza in acque dolci che per i maschi è di nove anni e nelle femmine di 12. In questa fase si verfivìca una nuova metamorfosi: gli occhi si ingrossano, il colore verdastro del dorso e giallastro del ventre cambiano in scuro e argenteo. In questo stadio della loro vita le anguille cessano di nutrirsi e il loro tubo digerente si atrofizza; quindi da luglio a settembre, durante le notti, abbandonano le acque interne per raggiungere, dopo un anno e mezzo, il Mar dei Sargassi, dove, dopo aver deposto le uova, muoiono.

Con Decreto Legislativo n.173 del 30 aprile 1998 l'anguilla e classificata tra i prodotti agroalimentari tradizionali. Il territorio interessato alla produzione sono i fiumi, le lagune e le valli del delta del Po e i Comuni di Rosolina, Porto Viro, Porto Tolle, Ariano nel Polesine in provincia di Rovigo.

L'anguilla ha un corpo subcilindrico allungato, testa lunga e bocca provvista di piccoli denti, occhio rotondo, pinna dorsale fusa con la pinna codale, mentre le pinne pettorali sono corte e tondeggianti. La pelle è viscida per la presenza di abbondante muco e durante la migrazione riproduttiva essa assume un colore bruno verdastro, quasi nera e con ventre argenteo.

La pesca viene esercitata con sistemi tradizionali, tutti riconducibili ad attrezzi da posta. In particolare essa viene pescata con bertovelli durante il periodo autunnale e "tressi", ovvero attrezzi da posta fissa durante i periodi primaverile, estivo ed autunnale. Essa inoltre è oggetto di cattura nei lavorieri delle valli da pesca.