Potrebbe avere un significato esoterico ed essere espressione
di antichi riti propoziatori nel corso dei quali si salutava il
risveglio della natura. Sicuramente è uno degli ortaggi più
gustosi di questa stagione. Stiamo parlando dell'asparago bianco
di Bassano, prodotto primaverile per eccellenza, unico e
prelibatissimo elemento della cultura e tradizione
enogastronomica di cui i ristoranti bassanesi sono i fedeli
custodi.
L'asparago è originario del Mediterraneo e dell'Asia Minore
e in Italia la sua coltivazione è antichissima. Descritta
dall'agronomo Marco Porzio Catone nel trattato "De
agricoltura", datato 200 a.C. e citata dal Plinio il
Vecchio nella sua enciclopedia sulla natura del 50 d.C.. A
Bassano la leggenda vorrebbe che ad introdurre questa
coltivazione sia stato S.Antonio da Padova, che se ne servì per
tenere buono l'allora temutissimo tiranno Ezzelino da Romano,
uno dei più terribili personaggi della storia veneta.
L'asparago bianco di Bassano del Grappa, rinomato per la sua
morbidezza, è un germoglio piuttosto grosso, che non ha ancora
rotto la terra e il suo colore è dovuto proprio alla sua breve
esistenza sottoterra. Chiamato anche "mangiatutto",
non avendo parti di scarto, questa primizia ha come periodo
ottimale per l'acquisto quello che va da marzo fino a giugno; è
un ortaggio che deperisce facilmente, per cui va consumato
fresco o comunque conservato per poco tempo in involucri che ne
permettano l'ossigenazione. Le punte devono essere sode e chiuse
e le foglioline attaccate al fusto e comunque per verificane la
freschezza è sufficiente osservare la base degli asparagi, che
deve presentare delle piccolissime crepe e, se piegato, rompersi
"schioppettando".
Gli asparagi hanno proprietà depurative e diuretiche,
contengono una ricca percentuale di vitamina C, sono ricchi di
fosforo, ferro, rame, carotene e acido folico, mentre sono poco
indicati per le persone che soffrono di malattie renali o
diabete, per la presenza di purine, sostanze tossiche simili
all'acido urico.
Le
qualità gastronomiche e la diffusa notorietà del prodotto sono
tali che la domanda supera di gran lunga l'offerta, determinando
da un lato la lievitazione dei prezzi, dall'altro numerosi
tentativi di imitazione commerciale dell'asparago bianco
bassanese da parte di venditori, che cercano di smerciare
prodotti di altre zone. Per questi motivi l'Associazione per la
tutela e la valorizzazione dell'asparago bianco, dopo il
riconoscimento di prodotto tradizionale, ritiene necessario
giungere anche all'ottenimento del marchio di denominazione e
tutela da parte della Comunità Europea.
Pastoso, croccante, dolce, saporito, profumato e tenero: sono
queste le caratteristiche che contraddistinguono l'asparago
bianco di Bassano, il cui "segreto" è racchiuso nella
particolarità della terra dove viene coltivato. Una terra ricca
di proprietà, ricordo di un tempo millenario, quanto era
ricoperta dal mare. E se un tempo la ricetta più nota per
degustarlo era "sparasi, ovi e radici de can", oggi le
ricette non si contano più, tanto che da trent'anni i
ristoranti bassanesi si confrontano in un sfida gastronomica
dove l'asparago viene abbinato nei modi più bizzarri e strani,
dagli antipasti ai primi piatti, dalla carne al pesce, arrivando
perfino ai dolci, senza dimenticarsi però della più semplice e
vecchia, ma sempre appetitosa e saporita "sparasi e
ovi".