L'odore
pungente della cipolla bassanese
La riscoperta di antichi sapori della
cucina tradizionale in un'epoca di consumismo e
superalimentazione globalizzata, è per molti aspetti più
un'esigenza che una "moda".
La ricerca, infatti, di quelle qualità e proprietà nutrizionali contenute
nei cibi naturali, fino a ieri considerati "cibo dei
poveri", risponde infatti all'esigenza di un mangiar sano,
che molti prodotti confezionati presenti negli scaffali dei
supermercati non garantiscono.
Un esempio di questa evoluzione nei gusti
culinari della gente è la cipolla, un tempo
considerato, abbinata alla "polénta", il più
gramo dei pasti, mentre oggi gode di molta stima, entrando come
ingrediente in molte ricette.
La cipolla, oltre a costituire un gustoso
alimento, possiede innumerevoli proprietà terapeutiche.
Previene l’arteriosclerosi e le malattie
cardiache la Commissione E dell’Unione Europea ha ufficialmente
ammesso l’efficacia della cipolla ‘nel trattamento dei
cambiamenti che si verificano nei vasi sanguigni a seguito
dell’avanzare dell’età’. Ha riconosciuto inoltre, che la
cipolla ‘ha la proprietà di abbassare la pressione e
d’inibire l’aggregazione delle piastrine del sangue’.
Queste proprietà sono dovute, principalmente, al silicio –
che mantiene elastiche la pareti delle arterie – e allo zolfo
– in grado di dissolvere la fibrina, una proteina che
favorisce la coagulazione del sangue; abbassa i livelli di zucchero nel sangue: è molto efficace
nell’abbassare il livello di zuccheri nel sangue in chi soffre
di diabete perché favorisce la produzione d’insulina; è
stato dimostrato che mangiando quotidianamente da 25 a 100 g di
cipolla (cruda o bollita) il livello di zucchero nel sangue si
abbassa in modo significativo (proporzionalmente alla quantità
consumata); attenua i sintomi dell’asma e della
rinite allergica:
ha un’azione antinfiammatoria e antispasmodica dovuta
alla presenza dei composti di zolfo e di flavonoidi – in
particolare la quercetina -; a chi soffre di allergie si
consiglia di consumarne in abbondanza durante tutto il periodo
primaverile e autunnale; previene le malattie da raffreddamento: nei periodi di
esposizione al contagio si consiglia di mangiare, tutti i
giorni, cipolle crude; gli estratti di cipolla hanno mostrato di
produrre un’azione simile a quella dei sulfamidici (senza
averne le controindicazioni).
È diuretica e depurativa:
per il suo contenuto di potassio e di altri minerali, la
cipolla è un efficace diuretico e impedisce l’accumulo di
liquidi, di cloro e di urea; per facilitare la diuresi è utile
bere 2-3 tazze il giorno di brodo di cipolla (mettete mezza
cipolla tagliata a dadini in una tazza d’acqua fredda e
portate ad ebollizione, cuocete per cinque minuti e bevete);.
Ammorbidisce la tosse:
per la presenza di sostanze emollienti, facilita l’espulsione
del catarro; si consiglia di bere 3-4 tazze il giorno di brodo
di cipolla (addolcito con miele di pino o di eucalipto).
La cipolla viene prevalentemente utilizzata
in cottura, ma per beneficiare anche dei suoi oli essenziali,
che vengono distrutti dal calore, è bene consumarla cruda e per
evitare l’inconveniente di un alito poco gradevole, si
consiglia di tagliarla e lasciarla in bagno in acqua fredda per
un’ora, oppure di metterla sott’olio e conservarla in
frigorifero, in quanto il freddo impedisce alle sostanze
solforate di sprigionarsi.
Per evitare di lacrimare si può
lasciare la cipolla per un breve periodo nel freezer prima di
tagliarla. Inoltre, tagliata a fettine sottili e lasciata in
bagno per 12 ore – cambiando spesso l’acqua – la cipolla
diventa molto digeribile. Le cipolle al momento dell’acquisto
devono essere dure, senza macchie né tagli; la buccia di quelle
bianche deve essere lucida; quelle delle altre varietà devono
essere secche e croccanti; i cipollotti devono avere foglie
verdi, fresche e bulbo bianco. Si conservano tra 0 e 10° C in
luogo ben ventilato, non in frigorifero e al riparo dalle luce,
per evitare che germoglino, nel qual caso non vanno consumate;
la cipolla sbucciata o tagliata va consumata entro due giorni.
Nello svezzamento si può iniziare ad aggiungerla alle pappe di
verdure dal sesto mese.
La cipolla non è indicata a chi soffre di
anemia, perché può provocare la riduzione dei globuli rossi e
dell’emoglobina e per chi soffre di gastroenterite e di ulcere
allo stomaco e all’intestino la cipolla può risultare
irritante.
Un tempo i contadini usavano la cipolla per
trarre le previsioni sulle condizioni meteorologiche dell'anno.
Era questa la divinazione detta delle calèndre, effettuata il 25 gennaio e in base alla quale era uso staccare
dodici tuniche da una "séola" mondata. Queste tuniche
venivano poi cosparse di sale e il giorno seguente, a seconda
del loro grado di umidità, un esperto traeva le previsioni:
tempo piovoso o asciutto.
Originaria dell'Asia del Nord e della
Palestina, la cipolla è coltivata da oltre 5000 anni e sembra
che sia stata introdotta in Egitto dai Caldei, da dove si
diffuse in tutto il bacino del Mediterraneo. Le varietà
coltivate sono numerose e differiscono per forma, stagionalità
e colore e tra
queste, una delle più note, è la Cipolla rosa di Bassano o
cipolla piatta, un ortaggio pregiato soprattutto per il suo sapore dolce, di cui ne esistono due varietà: una
precoce con colletto sottile ed una tardiva.
Nel
passato assumeva una colorazione rosa intenso, che via via nel
corso degli anni, è andato sbiadendo. Tuttavia pur essendo oggi
la maggior parte delle cipolle coltivate di colore bianco, ogni
tanto compare una cipolla dal colore rosa intenso come in
origine.
La
zona di Bassano, grazie al suo microclima asciutto e ventilato,
permette un'ottima lavorazione della cipolla. Le cipolle ideali
per la vendita hanno un peso che va dai 120-200 g. e un diametro
di 7-8 cm.
La
semina avviene dopo la metà di agosto e fino a metà ottobre,
direttamente nel campo. Si copre con tessuto-non tessuto o
tessuto nero ombreggiante, per mantenere l'umidità del terreno.
Innafiatura periodica fino al trapianto, che avviene dai primi
di novembre fino ai primi di aprile. Preparato precedentemente
il terreno le piantine vengono
trapiantate. In caso di bisogno si diserba e si concima.
La
cipolla precoce si raccoglie da fine maggio a metà giugno,
quella tardiva si raccoglie da metà giugno fino ad
agosto-settembre; viene raccolta
manualmente asportando l'intera pianta e tagliando il
gambo vicino al bulbo. Poi viene fatta asciugare al sole per
alcune ore, spazzolata al fine di togliere la terra ed eventuali
impurità; quindi raccolta e messa in cassette pronte alla
vendita.Il signor Guido Zonta di Bassano del Grappa, che risiede
in località San
Fortunato asserisce
che il padre ed il nonno producevano il seme della Cipolla Rosa
e che la stessa viene coltivata in azienda da almeno 50 anni.