anno  V - n. 29
27 agosto 2003

 

foto cozze

 

 

 

 

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Prodotti tradizionali

La Cozza di Scardovari, "l'oro nero" del Delta

Il Delta del Po rappresenta un territorio dal profilo unico, frutto dell'opera sia della natura, in particolare della sedimentazione del fiume, sia dell'opera dell'uomo, che nel corso dei secoli ha regolato il flusso delle acque del fiume e bonificato i terreni.

In questa terra, dove natura, storia, tradizione e cultura si intrecciano in un ambiente naturale sorprendente, l'attività della pesca rappresenta il comparto trainante dell'economia locale e in particolare quello della molluschicoltura, con l'allevamento delle cozze, chiamate "l’oro nero del delta" e delle vongole veraci .

La miticoltura è sorta nella Sacca di Scardovari nella fine degli anni 60. In tale laguna tutt’oggi l’allevamento viene effettuato in appositi impianti che hanno una estensione di 150.000 metri quadrati, con un potenziale produttivo di 40.000 quintali annui e con un numero di addetti che sfiora le 400 unità. Il prodotto è di ottima qualità ed è apprezzato e riconosciuto dagli operatori del settore sia dal punto di vista organolettico, sia per l’ottimo rapporto peso totale/peso della carne.

E’ infatti la peculiarità dell’ambiente salmastro delle lagune del Delta del Po, a conferire alla cozza di Scardovari una qualità decisamente superiore, un sapore particolarmente delicato ed una velocità di accrescimento sorprendente, tanto che solo dopo otto/nove mesi dalla messa a dimora del seme, i molluschi hanno già raggiunto la taglia commerciale.

L’alto livello qualitativo di questi mitili, frutto anche della particolare cura prestata durante le fasi di allevamento dai pescatori Polesani, ha permesso, in questi ultimi anni di promuovere il prodotto anche in ambito Europeo.

I risultati ottenuti all’estero sono decisamente buoni, tanto che la cozza di Scardovari sta conoscendo un sempre maggior successo proprio sul mercato francese, che è risaputo essere tra i più esigenti, con consumatori molto preparati ed amanti dei frutti di mare.

fotografia allevamento molluschiDal punto di vista occupazionale, l’attività di molluschicoltura ha assunto una fondamentale importanza in Polesine, tanto che attualmente il Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine, con i propri 1500 addetti, è la maggiore azienda, in termini di occupati, nella Provincia di Rovigo. Ciò è frutto di una attenta e puntuale attuazione dei programmi di gestione della risorsa faticosamente, ma rigorosamente applicate alle zone di produzione. In generale si ritiene che i fattori caratterizzanti delle produzioni molluchicole del Consorzio, per i quali si sono raggiunti livelli di qualità superiore, già oggi riconosciuti dal mercato, siano fondamentalmente due.

Il primo fattore è dato dalla tipicità delle zone di produzione, ovvero il Delta del Po è una zona umida, che a livello internazionale è stata riconosciuta tra le più peculiari per le proprie caratteristiche ambientali, nonché un bene naturalistico di grande pregio e valore.

Il secondo fattore è dato dalle modalità di gestione della risorsa, che prevede la pesca manuale, una taglia minima di raccolta per la commercializzazione del prodotto, una quota massima giornaliera per pescatore in base alle richieste di mercato, il conferimento di tutto il prodotto all’impianto di depurazione di Scardovari, che ne cura la commercializzazione, la rotazione delle zone di pesca, la semina con prodotto naturale o proveniente da schiuditoio nelle aree maggiormente sfruttate.

E’ importante ricordare anche che la molluchicoltura è legata al delicato equilibrio che regola l’ecosistema lagunare.

Le condizioni ambientali e biologiche che caratterizzano il Delta del Po sono soggette a mutamenti anche repentini di varia natura quali l’orografia, i parametri chimico-fisici, gli eventi metereologici ecc. Tali mutamenti possono sviluppare la produttività, ma spesso la possono ridurre o creare situazioni ambientali pericolose, con scadimento delle quantità e soprattutto della qualità del prodotto allevato.

Considerata la vitale importanza che questa attività ha ormai raggiunto nell’economia locale, il Consorzio dei Pescatori, dopo l’organizzazione e la gestione della produzione in ogni suo aspetto, la raccolta e la commercializzazione, punta decisamente sull’allargamento dei mercati facendo leva sulle opportunità create dalle produzioni di qualità. In effetti l’espansione dei mercati dei prodotti agricoli e alimentari a livello internazionale, rappresenta un rischio per le produzioni di massa, soprattutto per gli operatori di dimensioni economica ridotta, ma può costituire una opportunità per le produzioni di qualità, se sostenute da una forte azione di valorizzazione e tutela .

In una concorrenza estremamente vivace la politica della qualità e dell’origine diviene un fattore importante in termini di attestazione del territorio, ed indispensabile perno di competitività.

Per l’ottima qualità del prodotto, il prezzo di vendita è significativamente più alto rispetto a quello medio di mercato, proprio perché già ora il consumatore riconosce un prodotto con caratteristiche produttive ed organolettiche superiori alla concorrenza. A tale proposito il Consorzio sta intensificando gli sforzi promozionali del proprio prodotto con i primi importanti risultati. In primis con D.M. del 18.07.2000 il Ministero delle Politiche Agricole ha inserito "la cozza di Scardovari" e la "vongola del Polesine" nell’albo dei prodotti tradizionali Italiani, mentre già da maggio 2002 l’impianto di depurazione e il centro di spedizione del Consorzio ha avuto, primo in Italia, la certificazione di Sistema di Qualità ISO 9001. Infine, partendo da una certificazione di prodotto volontaria, la produzione della qualità sarà basata al raggiungimento del marchio collettivo con denominazione protetta (DOP) il cui iter formativo è già iniziato.