Il Delta del Po rappresenta un territorio dal profilo unico,
frutto dell'opera sia della natura, in particolare della
sedimentazione del fiume, sia dell'opera dell'uomo, che nel
corso dei secoli ha regolato il flusso delle acque del fiume e
bonificato i terreni.
In questa terra, dove natura, storia, tradizione e cultura si
intrecciano in un ambiente naturale sorprendente, l'attività
della pesca rappresenta il comparto trainante dell'economia
locale e in particolare quello della molluschicoltura, con
l'allevamento delle cozze, chiamate "l’oro nero del
delta" e delle vongole veraci .
La miticoltura è sorta nella Sacca di Scardovari nella fine
degli anni 60. In tale laguna tutt’oggi l’allevamento viene
effettuato in appositi impianti che hanno una estensione di
150.000 metri quadrati, con un potenziale produttivo di 40.000
quintali annui e con un numero di addetti che sfiora le 400
unità. Il prodotto è di ottima qualità ed è apprezzato e
riconosciuto dagli operatori del settore sia dal punto di vista
organolettico, sia per l’ottimo rapporto peso totale/peso
della carne.
E’ infatti la peculiarità dell’ambiente salmastro delle
lagune del Delta del Po, a conferire alla cozza di Scardovari
una qualità decisamente superiore, un sapore particolarmente
delicato ed una velocità di accrescimento sorprendente, tanto
che solo dopo otto/nove mesi dalla messa a dimora del seme, i
molluschi hanno già raggiunto la taglia commerciale.
L’alto livello qualitativo di questi mitili, frutto anche
della particolare cura prestata durante le fasi di allevamento
dai pescatori Polesani, ha permesso, in questi ultimi anni di
promuovere il prodotto anche in ambito Europeo.
I risultati ottenuti all’estero sono decisamente buoni,
tanto che la cozza di Scardovari sta conoscendo un sempre
maggior successo proprio sul mercato francese, che è risaputo
essere tra i più esigenti, con consumatori molto preparati ed
amanti dei frutti di mare.
Dal
punto di vista occupazionale, l’attività di molluschicoltura
ha assunto una fondamentale importanza in Polesine, tanto che
attualmente il Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine, con
i propri 1500 addetti, è la maggiore azienda, in termini di
occupati, nella Provincia di Rovigo. Ciò è frutto di una
attenta e puntuale attuazione dei programmi di gestione della
risorsa faticosamente, ma rigorosamente applicate alle zone di
produzione. In generale si ritiene che i fattori caratterizzanti
delle produzioni molluchicole del Consorzio, per i quali si sono
raggiunti livelli di qualità superiore, già oggi riconosciuti
dal mercato, siano fondamentalmente due.
Il primo fattore è dato dalla tipicità delle zone di
produzione, ovvero il Delta del Po è una zona umida, che a
livello internazionale è stata riconosciuta tra le più
peculiari per le proprie caratteristiche ambientali, nonché un
bene naturalistico di grande pregio e valore.
Il secondo fattore è dato dalle modalità di gestione della
risorsa, che prevede la pesca manuale, una taglia minima di
raccolta per la commercializzazione del prodotto, una quota
massima giornaliera per pescatore in base alle richieste di
mercato, il conferimento di tutto il prodotto all’impianto di
depurazione di Scardovari, che ne cura la commercializzazione,
la rotazione delle zone di pesca, la semina con prodotto
naturale o proveniente da schiuditoio nelle aree maggiormente
sfruttate.
E’ importante ricordare anche che la molluchicoltura è
legata al delicato equilibrio che regola l’ecosistema
lagunare.
Le condizioni ambientali e biologiche che caratterizzano il
Delta del Po sono soggette a mutamenti anche repentini di varia
natura quali l’orografia, i parametri chimico-fisici, gli
eventi metereologici ecc. Tali mutamenti possono sviluppare la
produttività, ma spesso la possono ridurre o creare situazioni
ambientali pericolose, con scadimento delle quantità e
soprattutto della qualità del prodotto allevato.
Considerata la vitale importanza che questa attività ha
ormai raggiunto nell’economia locale, il Consorzio dei
Pescatori, dopo l’organizzazione e la gestione della
produzione in ogni suo aspetto, la raccolta e la
commercializzazione, punta decisamente sull’allargamento dei
mercati facendo leva sulle opportunità create dalle produzioni
di qualità. In effetti l’espansione dei mercati dei prodotti
agricoli e alimentari a livello internazionale, rappresenta un
rischio per le produzioni di massa, soprattutto per gli
operatori di dimensioni economica ridotta, ma può costituire
una opportunità per le produzioni di qualità, se sostenute da
una forte azione di valorizzazione e tutela .
In una concorrenza estremamente vivace la politica della
qualità e dell’origine diviene un fattore importante in
termini di attestazione del territorio, ed indispensabile perno
di competitività.
Per l’ottima qualità del prodotto, il prezzo di vendita è
significativamente più alto rispetto a quello medio di mercato,
proprio perché già ora il consumatore riconosce un prodotto
con caratteristiche produttive ed organolettiche superiori alla
concorrenza. A tale proposito il Consorzio sta intensificando
gli sforzi promozionali del proprio prodotto con i primi
importanti risultati. In primis con D.M. del 18.07.2000 il
Ministero delle Politiche Agricole ha inserito "la cozza di
Scardovari" e la "vongola del Polesine" nell’albo
dei prodotti tradizionali Italiani, mentre già da maggio 2002 l’impianto
di depurazione e il centro di spedizione del Consorzio ha avuto,
primo in Italia, la certificazione di Sistema di Qualità ISO
9001. Infine, partendo da una certificazione di prodotto
volontaria, la produzione della qualità sarà basata al
raggiungimento del marchio collettivo con denominazione protetta
(DOP) il cui iter formativo è già iniziato.