Foto: immagine fagioli

 

 

 

 

Mondo agricolo Veneto - logo

Prodotti D.O.P. e I.G.P.

Fagiolo di Lamon: le origini 

I fagioli erano conosciuti e coltivati fin dall’antichità: vasi contenenti questo famoso legume sono stati trovati in Perù nelle tombe del periodo pre-Inca, mentre altri documenti testimoniano che gli Egizi li offrivano alle loro divinità.
I primi fagioli (Vigna sinensis o unguiculata), quelli che oggi chiamiamo "fagioli dall’occhio", erano originari dell’Africa subsahariana, mentre i borlotti, i cannellini e tutti gli altri innumerevoli tipi, invece, vennero scoperti insieme all’America.
La specie dei fagioli americani, originaria del Messico e Guatemala e scientificamente chiamata Phaseolus vulgaris, si diffuse rapidamente in Europa, fino a soppiantare quella africana.

Foto: immagine fagiolo tipo CalonegaNel territorio bellunese questi legumi arrivarono verso il 1530, grazie al frate bellunese Pietro Valeriano (nome accademico di Giovan Pietro Dalle Fosse), funzionario del Papa Clemente VII, che da lui ebbe in dono una certa quantità di fagioli provenienti dalla Corte di Spagna. In realtà l'introduzione non fu facile nè rapida, soprattutto per via delle credenze legate alla scarsa digeribilità dei legumi secchi: il fagiolo riuscì ad imporsi in queste vallate soprattutto perché consentiva la consociazione con altre colture, permettendo agli agricoltori di ricavare dallo stesso appezzamento un maggior volume di prodotto.

Nei secoli le vicende dei fagioli bellunesi conobbero alterne fortune. Nel 1700, per esempio, un saggio sull’agricoltura del Distretto di Feltre fa riferimento ad una qualità di fagioli molto ricercata e nello stesso periodo altri studiosi riconoscevano che i fagioli feltrini erano i migliori della provincia.
Dell'importanza economica del fagiolo si parla invece nelle "Risposte del Comizio agrario di Feltre" (1869) di G.P. Bellati. "al prodotto degli animali tengono subito dietro quello del grano turco e dei fagiuoli; il primo però non basta al consumo della nostra popolazione, ed i secondi si esportano per due terze parti circa".

E arriviamo ai giorni nostri: dal secondo dopoguerra in poi il fagiolo del Feltrino, meglio conosciuto con il nome del paese nel quale viene prevalentemente prodotto, Lamon, si è conquistato spazi sempre più importanti nella cucina e nella letteratura gastronomica sia a livello nazionale che internazionale e il Consorzio di Tutela, istituito nel 1993, sta portando avanti una serie di iniziative per recuperarne l’immagine, la quantità e la qualità.

Fagiolo di Lamon – scheda descrittiva del prodotto

Zona di produzione
Il fagiolo di Lamon si produce nel territorio della provincia di Belluno, comprendente le comunità montane Feltrino, Bellunese e Val Belluna e si estende nei seguenti comuni: Alano di Piave, Arsiè, Cesiomaggiore, Feltre, Fonzaso, Lamon, Pedavena, Quero, S. Giustina, S. Gregorio, Lentiai, Mel, Trichiana, Belluno, Sospirolo, Sedico, Ponte, Vas, Limana, Sovramonte, Seren del Grappa.
I.G.P. (Indicazione geografica protetta)
REG. CEE numero 1263 del 01/07/96

Come riconoscerlo
Il prodotto immesso nel mercato deve recare la dicitura "Fagiolo di Lamon della Vallata Bellunese" seguito dalla menzione "Indicazione Geografica Protetta" e dall’eventuale contrassegno. A ulteriore garanzia del consumatore, nelle confezioni viene indicato il nome dell’azienda produttrice. Il prodotto viene commercializzato fresco o secco. Per i fagioli freschi sono consentite confezioni da 1, 5, 15 e 20 chili; per il prodotto secco sono consentite confezioni da 0,5, 1, 2, 5 e 10 chilogrammi.

Tipi
Sono quattro i tipi di fagioli di Lamon: lo "Spagnol", di forma ovoidale; lo "Spagnolet", più piccolo del precedente; il "Calonega", il più grande di tutti; il "Canalino", particolarmente aromatico ma ormai in disuso per via della buccia molto spessa.

Tutela
Foto: immagine marchio tutela fagiolo Lamon
Operativo dal 1993, il Consorzio di Tutela del Fagiolo di Lamon si propone di distinguere, difendere e tutelare la produzione e il commercio del legume, il corretto uso della sua denominazione, salvaguardandone la tipicità e le caratteristiche. Il marchio apposto sulle confezioni garantisce che il fagiolo è prodotto con semente selezionata proveniente dall’altopiano lamonese e nell’arco di produzione delimitato dal Consorzio stesso. Attualmente in Consorzio conta più di 100 produttori associati.

Consorzio per la Tutela del Fagiolo di Lamon
c/o Comunità Montana Feltrina
32032 Feltre (Bl)
tel. 0439.303210

Sede Operativa
c/o Pro Loco Lamon
Via Resenterra
32033 Lamon (Bl)
tel. 0439.794201

 

Fagiolo: da carne dei poveri a cibo da ricchi
Comprare qualche etto di fagioli, specie quelli con un marchio di riconoscimento, oggi costa veramente tanto, e non fa eccezione il fagiolo di Lamon, che gode dell’I.G.P. (Indicazione Geografica Protetta). Per secoli alimento delle classi povere alternativo alla carne, e con una presunta "povertà" anche organolettica, oggi i fagioli sono stati riscoperti come ingrediente di piatti importanti e componenti di una dieta equilibrata.

Caratteristiche organolettiche
Foto: immagine fagioli
Sono ricchi di proteine, contengono carboidrati complessi, vitamine del gruppo B e la vitamina PP, ferro, calcio, fibra alimentare (localizzata soprattutto nella buccia esterna) e sono importanti nella nostra alimentazione per il loro contenuto in fibra (6,59 grammi per etto), elemento che aiuta il transito gastrointestinale e che, secondo una serie di ricerche, svolge anche un ruolo protettivo nei confronti di alcuni tumori dell’intestino. Da qualche tempo alcuni studiosi americani, che hanno condotto una serie indagine scientifica, affermano che mangiare fagioli può servire anche ad abbassare il colesterolo, anche se non hanno ancora scoperto quale sia il meccanismo che determina tale riduzione.

Coltivazione
Con il termine fagiolo di Lamon si intendono i legumi derivanti da quattro ecotipi fondamentali di fagiolo borlotto. Il termine "borlotto" nell'accezione corretta descrive i soli tipi di fagiolo ovali-rotondeggianti. In pochi casi viene aggiunta una specificazione relativa al colore della rigatura (es. Borlotto variegato rosso, Borlotto rigato bruno); rari anche i toponimi indicanti la provenienza ( di Vigevano, Carnia o carnico, di Lamon). I tipi lamonesi sono fagioli borlotti variegati rossi derivanti dal Borlotto di Vigevano.
La coltivazione del fagiolo di Lamon prevede la preparazione del letto di semina e un’aratura profonda a 20-30 cm. Il seme viene distribuito sul terreno a "postarella" con 4-5 unità per posto; la distribuzione tra le poste è di 40-50 come e tra le file di 100-120 cm. Una densità, quindi, di 8/10 semi per metro quadrato. Il tutoraggio viene effettuato con l’uso di pali in legno d’abete e la raccolta si effettua a mano. La semina avviene per tradizione il 3 maggio, giorno di Santa Croce, mentre la raccolta, a scalare, comincia nella seconda metà del mese di Agosto e termina alla fine di settembre.

 

Il fagiolo in cucina
Nella commedia "Natale in casa Cupiello", Eduardo De Filippo proponeva pasta e fagioli come medicina per cacciare una febbre di origine "viscerale", ma il legume veniva impiegato in cucina già da millenni. La prima ricetta documentata la dobbiamo al famoso Marco Gavio Apicio, patrizio romano del I secolo d.C., che nel suo ricettario De re coquinaria li propone fritti e conditi con pepe o cucinati in tegame con finocchio verde e sapa, un mosto cotto piuttosto ristretto, antesignano dell’attuale aceto balsamico.
Foto: dipinti di Annibale Caracci 'Il mangiafagioli'Bandito nel Medioevo dalle tavole dei potenti, che gli preferivano carne e selvaggina, era invece amato dal popolino che lo considerava afrodisiaco: "i fagioli generano il seme virile e solleticano al coito specialmente se mangiati con pepe lungo, zuccaro e latte vaccino", affermava Castore Durante nel 1535. Alla fine del 1500, quando dall’America giunse un tipo di fagiolo più carnoso e dal gusto più dolce e vellutato di quello asiatico, il legume diventò così popolare in Italia che Annibale Caracci dipinse il "Mangiatore di fagioli", ora custodito alla Galleria Colonna di Roma.
Fu proprio il fagiolo del Nuovo Mondo a stabilirsi a Lamon trovando l’habitat perfetto per prolificare: i suoi "figli lamonesi" sono un prodotto dalla scorza sottile, con una polpa soda e cremosa, molto saporita, apprezzato in tutta Italia.
Non sono molte, né tantomeno elaborate, le ricette che hanno per protagonista il fagiolo di Lamon e neppure conoscono stagioni. Basta semplicemente bollirli, condirli in insalata con le cipolle affettate sottili, accompagnarli con un uovo sodo o una fetta di salame per trasformarli in un pasto completo. Va d’accordo con tutto: con le verdure, la carne, le minestre, le paste, i pesci. Uno dei principali inconvenienti presentati dai fagioli è solo il lungo tempo di cottura richiesto che si può abbreviare ammollando in acqua il prodotto, oppure aggiungendo all'acqua di cottura del bicarbonato o altri sali alcalini, oppure ancora aggiungendo il sale solo alla fine della cottura.
Tra i piatti più gustosi è doveroso ricordare la famosissima "pasta e fasoi", poi il cotechino con i fagioli, la zuppa d’orzo e fagioli, e i "fasoi in tocio".

Tipi e impieghi
Il fagiolo tipo "Spagnol", dalla forma ovoidale con le tipiche striature rosso carnose, per la sua aromaticità è adatto per la preparazione di insalate.
Il tipo "Spagnolet", più piccole del precedente, ha una forma rotondeggiante e si presenta con striature rosso brillanti su fondo bianco crema. La buccia è molto tenera ed è indicato per la preparazione di antipasti e contorni.
Foto: immagine pasta e fagioliIl "Calonega" è il fagiolo più grande di tutti, dalla forma a barchetta, il cui gusto ricorda molto quello della castagna. E’ ideale per la preparazione di minestre.
Infine il fagiolo "Canalino", pur avendo un’ottima resa, dal profumo e gusto aromatici, attualmente viene poco utilizzato, se non nella preparazione della passata di fagioli, a causa della buccia piuttosto spessa.

Abbinamenti con il vino
Per la spiccata tendenza al dolce e per il profumo poco intenso del fagiolo, il vino sarà bianco o rosato con buona freschezza: Colli Berici Tocai Italico, Colli di Conegliano Bianco, Colli Euganei Chardonnay, Bardolino.