Nel comune dolomitico di Livinallongo del Col di Lana in
provincia di Belluno cč la frazione di Renāz, dove si
produce un formaggio che porta lo stesso nome del luogo. Esiste
con questo nome solo dal 1983, ma in realtā č lultima
espressione di una antichissima tradizione dei valligiani e
viene prodotto solo in alcuni mesi dellanno a causa dellaltitudine
(siamo attorno ai 1500 m sul livello del mare) e di problemi di
stagionatura.
La base č il latte in parte intero (circa 3/5) e
in parte scremato prodotto dalle mucche tipiche della zona, che
sono di razza Bruno-alpina. Il latte crudo č portato alla
temperatura di 36 gradi, aggiungendo siero-innesto e caglio in
polvere. Dopo 20 minuti si ha il coagulo e allora si procede
alla rottura della cagliata in frammenti piccolissimi, pari a
mezzo chicco di riso, per procedere poi alla cottura, che si fa
alla temperatura di 46 gradi. A questo punto la massa viene
estratta, sistemata nelle fascere e pressata in due tempi:
dapprima per dieci minuti, quindi per unora. Compiute queste
operazioni, il formaggio č lasciato riposare fino al giorno
dopo, quando viene immesso in un bagno di salamoia al 15% per 48
ore. Una volta estratte, le forme vengono poste su tavole di
legno in un locale seminterrato, ricco di umiditā e alla
temperatura di 13 gradi, rigirate ogni due giorni, raschiate e
unte con olio di lino.
La stagionatura ideale del Renāz dura un anno: in questo
caso si puō assaporare un prodotto di altissima qualitā, degno
di essere presentato sulle tavole pių esigenti.
Il Renāz ha forma cilindrica, č alto 8 cm e il
diametro č di 30 cm, con un peso sui 5,5 kg. La crosta č dura,
di color giallo; la pasta ha occhiatura media, sparsa e colore
paglierino. Proprio per lutilizzo di latte in gran parte
intero il Renāz č un formaggio grasso (40%), con un sapore
piacevolmente piccante, particolarmente indicato per fine pasto
abbinato a importanti vini rossi come il Valpolicella o il Colli
di Conegliano rosso. Unica pecca di questo formaggio č la
scarsitā della sua produzione, che non supera i 300
quintali annui, per cui lo si trova esclusivamente sul posto,
come sanno i tanti turisti che frequentano le stupende localitā
della valle.