Fragola di Verona, una delicata tentazione estiva
Le fragole sono coltivate in tutta la provincia di Verona, ma
in particolare nella zona della Bassa e dell’Est veronese. Il
loro normale periodo di maturazione va da aprile a giugno,
mentre quelle di bosco maturano tra giugno e luglio. La loro
conservazione è purtroppo limitata, perché frutti facilmente
attaccabili dalla muffa, anche se conservati in frigorifero.
La fragola era conosciuta e apprezzata fin dai tempi
antichissimi; perfino Virgilio le elogia. La fragola ha avuto
riconoscimenti da parte di medici, erboristi e naturalisti di
ogni tempo: è tra l’altro ricca di vitamina C.
La "Fragola di Verona" si distingue per eccellenti
caratteristiche di sapore e aroma, pezzatura, colore,
brillantezza, consistenza e serbevolezza. Tale prodotto è
caratterizzato da una durezza della polpa superiore ai 350 gr.
Per quanto riguarda le metodiche di lavorazione, queste
prevedono le normali tecniche di coltivazione orticola e non
richiedono attrezzature particolari.
Se è vero che la fragola era conosciuta fin dai tempi
antichi dobbiamo però arrivare al '700 per trovare negli orti e
nei giardini questo frutto, ingrediente prezioso e prelibato
nelle preparazioni tipiche della cucina di quel tempo. La
fragola moderna ebbe origine in Francia, nel 1766, come incrocio
tra due qualità selvatiche americane, la "Fragaria
Virginiana" degli Stati Uniti orientali e la "Fragaria
Chiloensis" della costa dei Pacifico.
Secondo documentate testimonianze di Del Bene, datate 1796 e
depositate presso l’Archivio di Stato di Verona, la fragola
era presente negli orti cittadini veronesi ancor prima del XVII
secolo.
La tradizione produttiva e il successo sui mercati locali
della fragola è ben descritta da A. Balladoro nel suo volume
sul "Folklore Veronese" del 1897.
Anche
Sormani-Moretti nella monografia "La provincia di
Verona" del 1904 (vol. II, p. 46), ricorda che le fragole
"cominciansi a cogliere in fin di maggio e di cui, oltre
alle piccole montanine (…) diverse più grosse e pregiate
specie se ne coltiva negli orti e nei fragoleti delle ville
prossime alla città dove trapiantansi dal marzo alla fine di
aprile oppure è meglio forse, dal settembre all’ottobre,
riuscendo dovunque, ma di preferenza nelle terre sciolte e
profonde".
Dati statistici su questa coltura si trovano nella
"Relazione economico-statistica sulla Provincia di
Verona" (1931) del Consiglio e Ufficio Provinciale dell’Economia
di Verona dove si deduce che nel 1929 la superficie ammontava a
300 ha e la produzione complessiva a 5.500 q.
Nuovi cultivar vengono continuamente prodotti e subiscono
continui miglioramenti, sia per le dimensioni che per quanto
riguarda la resistenza alle malattie.
La fragola può essere gustata fresca, tagliata a pezzi con l’aggiunta
di succo di limone e zucchero o con un po’ di vino, oppure
può essere trasformata in marmellata.