anno  V - n. 25
16 luglio 2003

 

immagine di piccole fragole

 

 

 

 

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Prodotti tradizionali

Fragola di Verona, una delicata tentazione estiva

Le fragole sono coltivate in tutta la provincia di Verona, ma in particolare nella zona della Bassa e dell’Est veronese. Il loro normale periodo di maturazione va da aprile a giugno, mentre quelle di bosco maturano tra giugno e luglio. La loro conservazione è purtroppo limitata, perché frutti facilmente attaccabili dalla muffa, anche se conservati in frigorifero.
La fragola era conosciuta e apprezzata fin dai tempi antichissimi; perfino Virgilio le elogia. La fragola ha avuto riconoscimenti da parte di medici, erboristi e naturalisti di ogni tempo: è tra l’altro ricca di vitamina C.

La "Fragola di Verona" si distingue per eccellenti caratteristiche di sapore e aroma, pezzatura, colore, brillantezza, consistenza e serbevolezza. Tale prodotto è caratterizzato da una durezza della polpa superiore ai 350 gr.

Per quanto riguarda le metodiche di lavorazione, queste prevedono le normali tecniche di coltivazione orticola e non richiedono attrezzature particolari.

Se è vero che la fragola era conosciuta fin dai tempi antichi dobbiamo però arrivare al '700 per trovare negli orti e nei giardini questo frutto, ingrediente prezioso e prelibato nelle preparazioni tipiche della cucina di quel tempo. La fragola moderna ebbe origine in Francia, nel 1766, come incrocio tra due qualità selvatiche americane, la "Fragaria Virginiana" degli Stati Uniti orientali e la "Fragaria Chiloensis" della costa dei Pacifico.

Secondo documentate testimonianze di Del Bene, datate 1796 e depositate presso l’Archivio di Stato di Verona, la fragola era presente negli orti cittadini veronesi ancor prima del XVII secolo.

La tradizione produttiva e il successo sui mercati locali della fragola è ben descritta da A. Balladoro nel suo volume sul "Folklore Veronese" del 1897.

immagine di fragoloneAnche Sormani-Moretti nella monografia "La provincia di Verona" del 1904 (vol. II, p. 46), ricorda che le fragole "cominciansi a cogliere in fin di maggio e di cui, oltre alle piccole montanine (…) diverse più grosse e pregiate specie se ne coltiva negli orti e nei fragoleti delle ville prossime alla città dove trapiantansi dal marzo alla fine di aprile oppure è meglio forse, dal settembre all’ottobre, riuscendo dovunque, ma di preferenza nelle terre sciolte e profonde".

Dati statistici su questa coltura si trovano nella "Relazione economico-statistica sulla Provincia di Verona" (1931) del Consiglio e Ufficio Provinciale dell’Economia di Verona dove si deduce che nel 1929 la superficie ammontava a 300 ha e la produzione complessiva a 5.500 q.

Nuovi cultivar vengono continuamente prodotti e subiscono continui miglioramenti, sia per le dimensioni che per quanto riguarda la resistenza alle malattie.
La fragola può essere gustata fresca, tagliata a pezzi con l’aggiunta di succo di limone e zucchero o con un po’ di vino, oppure può essere trasformata in marmellata.