anno  IV - n. 50
18 dicembre 2002

 

Foto: immagine mandorlato

 

 

 

 

 

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Prodotti tradizionali

Quel mandorlato sublime di Cologna Veneta

Mandorlato che passione. Chi lo vuole nato a fine ottocento, chi lo annovera fra i dolci preferiti dai Dogi di Venezia già nel '500, ma come spesso accade per ogni ricetta pregiata, realtà storica e leggenda si confondono sovrapponendosi, rendendo difficile stabilire la data esatta della sua "invenzione", tant'è che il mandorlato non fa eccezione e nessuno è riuscito ancora a risalire con certezza al suo scopritore. Lo storico Samuele Romanin, nella sua "Storia documentata di Venezia" nel periodo 1853-1961 annotava: "Questa leccornia, allora, era già conosciuta ed apprezzata nei lontani tempi, quando la Serenissima Republica regnava incontrastata su gran parte del territorio veneto."

E che in quel periodo Cologna fosse molto legata a Venezia lo dimostra il fatto che per molto tempo fece parte aggregata del 'Sestier del Dorsoduro', nel cuore della città lagunare e questo privilegio nei rapporti può ben giustificare il fatto che questa specialità fosse già conosciuta presso la cucina dei Dogi.

Dolce tipico veronese, raffinato e squisito, da gustare accompagnato da un buon caffè o da una grappa bianca veneta e se sminuzzato, usato come ingrediente per la preparazione di gelati o creme, il mandorlato di Cologna Veneta è un dolce candido, duro ma friabile. Anche se di primi del Novecento la sua produzione avvenga quasi prevalentemente in forma industriale, le tecniche e i tempi di lavorazione mantengano essenzialmente ancora le caratteristiche del procedimento artigianale e con assoluta fedeltà all'antica e ma cambiata ricetta.

Il mandorlato richiede una preparazione particolare, soprattutto per quanto riguarda il dosaggio degli ingredienti e in particolare la loro cottura, che ne determina la qualità e la differenza tra mandorlato e mandorlato. Miele di Sicilia, zucchero, albume d'uovo e mandorle di Puglia tostate, il tutto fuso in caldaie di rame dove viene continuamente mescolato a temperatura costante, per essere poi versato in stampi dalla tradizionale forma rettangolare.