Formaggio Monte Veronese D.O.P.
"Basta una scheggia di questo formaggio, piccante e
ardente, per sentire il profumo di una piccola valle di prima
mattina oltre i mille metri, in essa scopri la genziana, i
mirtilli, i cardi e i lamponi", è con queste parole che lo
scrittore Giovanni Commisso ha descritto il Monte
Veronese D.O.P., il formaggio che ha preso il nome dalla zona
dove viene prodotto e che nel panorama dei prodotti lattiero
caseari occupa senz'altro un posto di prim'ordine.
La sua storia è storia antica, tanto che le sue origini ci
portano al XIII secolo e si legano a quelle dei primi
insediamenti dei Cimbri, popolazione di provenienza tedesca, che
si insediò sui monti della Lessinia, allora disabitati,
avviando una florida attività caseario pastorale, la cui
importanza è comprovata dal minuzioso controllo esercitato
sulla stessa da chi detenne il potere economico e politico nei
secoli successivi, come dimostrano gli statuti del periodo
comunale, ovvero gli abati di San Zeno e Santa Maria in Organo
prima e la Repubblica di Venezia poi.
I processi di produzione di questo formaggio, pur
sviluppandosi con continuità, hanno mantenuto invariate nei
secoli le caratteristiche tradizionali. Ma per capire appieno la
rapida diffusione che il Monte Veronese ebbe sin dall'inizio,
bisogna anche guardare al territorio nel quale esso cominciò ad
essere prodotto, la Lessinia, dove la favorevole distribuzione
altimetrica della zona, l'ottima composizione floristica dei
prati e dei pascoli con la loro naturale fertilità,
conferiscono al prodotto una tipicità irreperibile in
altre zone.
Recentemente è nata una collaborazione tra il Consorzio
per la tutela del prodotto, che raggruppa 12 caseifici e l'Anarb,
Associazione nazionale allevatori bovini razza Bruna, che
ha portato appunto alla produzione del Monte Veronese Dop "disolabruna".
Lo scopo è quello di sperimentare le biodiversità esistenti
fra le varie razze bovine da latte. La razza Bruna italiana si
distingue per un giusto equilibrio tra qualità e quantità del
latte prodotto, la cui caratteristica tradizionale è quella di
essere particolarmente adatto alla caseificazione. Il progetto
legato al formaggio "disolabruna" è finalizzato alla
valorizzazione delle produzioni tipiche legate ai territori,
dove i ritmi biologici e la qualità delle produzioni del
bestiame allevato sono ben diversi da quelli di aree
industrializzate ad alta urbanizzazione.
L'obiettivo è quello di ottimizzare il legame esistente tra
territorio, animali, quantità, qualità e salubrità del
prodotto finito, certificando, al consumatore, la tracciabilità
della materia prima utilizzata: il latte.
Caratteristiche del prodotto
Il Monte Veronese è un formaggio a pasta semicotta,
prodotto con latte vaccino intero o parzialmente scremato e il
disciplinare di produzione ne prevede due tipi, uno a
"latte intero" e uno "d'allevo", che si
diversificano soprattutto per la durata del periodo di
stagionatura.
Il primo è prodotto esclusivamente di latte di
vacca e con pasta semicotta. Viene salato in salamoia, con una
stagionatura che varia dai 25 ai 40 giorni, ha forma cilindrica
e il peso varia dai 7 ai 10 chili, a seconda del rapporto delle
condizioni tecniche di lavorazione. La crosta è elastica,
mentre la pasta ha un colore leggermente paglierino, con
occhiatura sparsa di piccole dimensioni e un sapore delicato e
gradevole. Il coagulo è ottenuto usando caglio di vitello e la rottura
della cagliata si protrae per pochi secondi, fino a che i grumi
abbiano raggiunto le dimensioni di un chicco di riso. La cottura
avviene ad una temperatura di 43-45°C e dura circa una decina
di minuti. A questa segue una sosta della cagliata di 25/30
minuti e dopo uno spurgo di circa 24 ore si procede alla
salatura.
Il Monte Veronese con latte d'allevo è, invece, un formaggio a
pasta semicotta, prodotto esclusivamente con latte di vacca
parzialmente scremato, proveniente da una o due mungiture
consecutive. Viene salato a secco o in salamoia ed ha una
stagionatura che varia da un minimo di tre mesi ad un massimo di
due anni. Con crosta sottile ed elastica, la pasta ha colore
bianco o giallo paglierino, a seconda della stagione di
produzione e generalmente si presenta con occhiatura media. Il sapore
è fragrante e leggermente piccante, tipico del formaggio
stagionato. Anche per questo tipo di formaggio il coagulo si ottiene usando
caglio di vitello e la rottura della cagliata si protrae per
pochi minuti, per far raggiungere ai grumi le dimensioni di un
chicco di riso. La cottura si ottiene a 46-48°C e si protrae
per circa 15 minuti. La sosta della cagliata dura circa 25/30
minuti. La stagionatura dura un minimo di 90 giorni se il
formaggio è da tavola e per un minimo di sei mesi se è da
grattugia.
Come si consuma. Il Monte Veronese può essere consumato
come piatto unico o accompagnato ad altri formaggi, oppure
abbinato a noci, pere e uova, o ancora come ingrediente per
cucinare polenta e torte rustiche. Il Monte Veronese d'allevo
viene invece usato come formaggio da grattugia. E' un formaggio
che si accompagna bene con vini rossi leggermente fruttati, come
il Bardolino e il Valpolicella.
Per conservarlo va riposto nel ripiano meno freddo del
frigorifero e per preservarne la freschezza ed il sapore è
bene, inoltre, mantenerlo avvolto nell'incarto d'acquisto o in
carta d'alluminio, chiuso in contenitori di plastica o di vetro.
D.O.C. Il Monte Veronese ha ottenuto la denominazione
d'origine controllata con Decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri del 9 aprile 1993
D.O.P. in seguito al Regolamento CEE 2081/92, l'1/7/1996,
con Regolamento n. 1263, il Monte Veronese ha ottenuto la
Denominazione di Origine Protetta.