Rotzo è uno dei sette comuni dell'Altopiano di Asiago e la
sua notorietà la deve in parte alla produzione di patate, una
tradizione agricola di antica data, che nei prati, boschi e
nell'aria finissima e pura trova un contesto ambientale ideale
per esaltare le sue qualità organolettiche.
Arrivata in Europa dopo la scoperta dell'America, la patata,
utilizzata inizialmente come cibo per animali, è entrata a far
parte dell'alimentazione quotidiana delle famiglie solo alla
fine del '700, trovando largo consenso proprio nelle zone
montane e quindi anche sull'Altopiano, dove il mais cresceva con
difficoltà. Per la sua versatilità e la sua possibilità di
essere conservata a lungo, divenne tra gli alimenti più
importanti.
E' già una cronaca del '700, infatti, a
parlare di una patata dalla buccia violacea, o "nera",
che allietava le tavole dei vicentini. La coltivazione
tradizionale della patata di Rotzo è citata in una
pubblicazione del 1700: "Memorie storiche dei Sette Comuni
Vicentini" autore l’abate Agostino Dal Pozzo ed edito dal
Comune di Rotzo nel 1820.
L'antica varietà non è più coltivata, ma non di meno la
produzione odierna è ancora molto apprezzata. La proverbiale
bontà di queste patate di montagna deriva da un concorso di
elementi ambientali: suolo di struttura ideale; inverni rigidi
che neutralizzano molte malattie; estati fresche e asciutte, che
favoriscono al meglio la fruttificazione. La maggiore
concentrazione di amidi che ne deriva e altri ineffabili
apporti, contribuiscono a dare al prodotto qualità uniche e
inconfondibili.
Purtroppo, soprattutto per i buongustai e gli estimatori di
questo pregiato tubero, i pochi coltivatori rimasti non riescono
a soddisfare le richieste del mercato, anche se a parziale
consolazione, in ottobre di ogni anno, si svolge la tradizionale
Festa della Patata, occasione per poter assaggiare molti piatti
tipici a base di patate, tra cui la tradizionale "polenta
considera", farcita di burro e un pizzico di cannella, da
accompagnare al formaggio mezzano e alla sopressa.
La patata di Rotzo è caratterizzata dalla
buccia bianca o rossa, che viene commercializzata direttamente
dai produttori in sacchetti di diverso peso (da 5 a 50 kg.)
Le varietà impiegate sono: la Bintje, la
Desirèe, la Spunta, la Monalisa, l’Alba tutte patate a pasta
bianca o giallo-chiara. Le patate di questa zona si distinguono
per un’alta presenza di sostanza secca che ne consente una
maggiore conservabilità, soprattutto la Desirèe.
Il seme per la riproduzione viene acquistato
o riprodotto direttamente in azienda. Si tratta di produzione di
nicchia, realizzata in modo tradizionale da piccoli coltivatori
che producono da a 20 t. di patate ciascuno.
E' presente una sola azienda agricola
professionale con una produzione di circa 100 t. di prodotto.
La patata viene coltivata in terreni di
montagna, ad una altezza variabile dai 700 ai m. 1.000 s.l.m.
Si attua una concimazione con letame bovino o
con sovescio di prato di leguminose, integrata da piccole
quantità di concimi minerali NPK, dove il potassio impiegato è
essenzialmente da solfato.
I trattamenti fitosanitari, quando vengono
fatti, sono ridotti al controllo della peronospora; dorifora e
afidi vengono trattati una o due volte all’anno e solo in anni
particolari.
Le lavorazioni e la raccolta sono manuali o
meccaniche. La conservazione del prodotto avviene in cantine
adatte, fresche e buie. Il confezionamento e la pesatura per la
commercializzazione sono eseguite manualmente.