anno  V - n. 21
18 giugno 2003

 

pesche mature

 

 

 

 

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Prodotti tradizionali

La pesca, dolce regina dell'estate

In questo periodo dell'anno, passare tra i banchi di un mercato e osservare gli innumerevoli tipi di frutta che la stagione estiva ci offre, è una gioia non solo per i palati, ma anche per la vista, perché la varietà dei colori, che fanno assomigliare gli scafali a vivaci composizioni pittoriche, trasmette sicuramente allegria. E in questa fantasia cromatica e di sapori, spicca regina, per la sua "vellutata" bellezza e per la sua delicata bontà, la pesca.

Presente sui mercati sin dalla fine dell'inverno, "la pesca raggiunge l’optimum in piena estate, con frutti dalla polpa dolce, succosa e dai vividi colori. Verso la prima metà di giugno giunge a maturazione la cosiddetta Fior di maggio, dal frutto grosso, buccia di un bel colore rosso intenso, polpa bianca. La pesca di S. Anna, dal frutto voluminoso, rosso violaceo, molto aromatico, appare, invece, a luglio. La pesca gialla, detta anche di Verona, ha frutto grosso, giallo con screziature rosse, polpa gialla profumatissima, ed ha una produzione che va fino ad oltre settembre."

Anche se molti consigliano di non succhiare il nocciolo, per via il di una sostanza, concentrata nella mandorla, che potrebbe rivelarsi nociva, con i noccioli di pesca è possibile preparare un delicatissimo rosolio, la cui preparazione è molto semplice. Mettendoli, con ancora un velo di polpa attaccata, dentro un vaso di vetro e ricoprendoli di alcool puro, vanno conservati al buio per circa 40 giorni. L'alcool va' quindi filtrato e pesato. A questo punto si prepara uno sciroppo con tanta acqua quanto il peso dell'alcool e altrettanto zucchero. Lo sciroppo così ottenuto va fatto bollire per uno o due minuti e, una volta raffreddato, unito all'alcool e lasciato invecchiare.

albero con pesche mature"Dal punto di vista nutrizionale, nella varietà di pesche gialle, è notevole la quota di beta-carotene, ma tutte le pesche hanno un buon contenuto di potassio e di fibra solubile. Sono molto digeribili e leggermente lassative. L’apporto in calorie della pesca è pari, se non superiore, a quello dei migliori frutti. Per questo alla pesca è assegnato un ruolo importante nella fisiologia del bambino, che dal succo di essa può trarre agevolmente il fabbisogno giornaliero di elementi indispensabili al suo sviluppo".

La coltura del pesco nel veronese ha origini assai antiche, dato che noccioli di pesca sono stati rinvenuti in strati archeologici riferibili al I secolo dell’era volgare.

Anche le testimonianze documentali sulla tradizione di questa coltura non mancano. Nel volume di A. Valerini "Le bellezze di Verona" del 1584 si citano i "persichi", mentre in una delle prestigiose raccolte Bertarelli di Milano, quella sul "Gioco della Cucagna" che raffigura in costumi del XVII secolo le "principali prerogative delle città d’Italia circa le robbe mangiative", vengono segnalate le "persiche di Verona".

I peschi del veronese sono ricordati anche nel volume VI "Sulle osservazioni meteorologiche, mediche e agrarie per l’anno 1791" riportate nelle "Memorie dell’Accademia di Agricoltura, Commercio ed Arti di Verona".

C. Tonini nelle sue "Osservazioni agrarie della Provincia di Verona per l’anno 1877" sottolinea, oltre lo straordinario impulso ricevuto dalla coltivazione del pesco, l’esportazione delle "belle voluminose" pesche "spiccatoie e poscia duracine" verso le mense più esigenti di Germania e Russia per un quantitativo superiore a 10.000 t.

Sormani-Moretti nella sua monografia "La provincia di Verona", del 1904, a proposito del pesco ricorda che trattasi "di un sistema di coltura invalso da secoli (…) con esso si mantiene ognora prospera, proficua e vantata la coltivazione del prezioso frutto".

pesca maturaAnche Stefano Iacini, negli "Atti della Giunta per la Inchiesta Agraria" del 1882 sottolinea che "la coltivazione dei peschi è molto intensiva nella provincia di Verona fin dai tempi remotissimi".
L'area interessata alla produzione della "Pesca di Verona" comprende l’intero territorio dei comuni di Bussolengo, Castel d’Azzano, Mozzecane, Pastrengo, Pescantina, S. Giovanni Lupatoto, Sommacampagna, Sona, Valeggio sul Mincio, Villafranca di Verona, Povegliano, Vigasio, Isola della Scala, Oppeano, Palù, Ronco all’Adige, Isola Rizza, Roverchiara, Albaredo d’Adige, Bonavigo, Angiari, Minerbe, Boschi S. Anna, Bevilacqua e Terrazzo e parte dei comuni di Castelnuovo del Garda, Lazise, S. Ambrogio di Valpolicella, S. Pietro Incariano, S. Martino Buonalbergo, Verona, Zevio e Legnago.

La denominazione "Pesca di Verona" è riservata alle pesche a polpa bianca e a polpa gialla delle cultivar a maturazione precoce, media e tardiva appartenenti alla specie Persica vulgaris, Mill.

La "Pesca di Verona" si distingue per: il colore dell’epidermide dei frutti, più esteso e intenso rispetto a quello che contraddistingue di norma ciascuna cultivar.