La ricotta che profuma di pascoli vicentini
Nei comuni di Mossano e Montegalda, nel vicentino, si produce
una vera rarità: la ricotta stufata di pecora dei Berici,
detta "puina stufà" in dialetto locale.
In passato la produzione era estesa a quasi tutto il Basso
Vicentino, dove l'allevamento delle pecore era parallelo a
quello bovino.
La produzione casearia si diffuse molto più tardi, circa un
secolo dopo. Accanto al formaggio pecorino, i contadini
cominciarono a produrre la ricotta che per esser meglio
conservata subiva un processo di affumicatura.
Oggi la lavorazione della ricotta stufata dei Berici
è fatta ancora con procedimenti ancora quasi tutti
artigianali.
Il siero (residuo del latte che rimane dopo la lavorazione
del formaggio) viene corretto con una quantità variabile di
sale e, poi, si riscalda in "caliere" di rame (nome
dialettale dato a queste particolari pentole) dove viene portato
a una temperatura tra gli 80 e 90 °C. Subito dopo in superficie
cominciano ad affiorare grani molto fini e bianchi, la
cosiddetta "puina". Per favorire il processo, e in
particolare la coagulazione in fiocchi, si aggiunge del sale
amaro. La ricotta così formata viene raccolta molto
delicatamente e messa in stampini di piccole dimensioni, o
addirittura in sacchettini di tela, per consentire la
fuoriuscita di eventuale acqua. Successivamente avviene
l'essiccazione (che viene fatta, però, sempre di più in forni
elettrici) che consente la conservazione e aumenta la fragranza
e il profumo delle ricotte.
I vecchi contadini raccontano che una volta per fare la
ricotta occorreva il silenzio e che non vi fossero bambini a
disturbare il magico processo di affioramento (probabilmente non
si voleva che potessero capitare potàcci, cioè
imprevisti, a rompere la ricotta); per lo stesso motivo, per
scaldare le caliere si utilizzava il legno di faggio, che non
scoppiettava.
La ricotta pecorina dei Berici conserva le
caratteristiche della zona di produzione del latte da cui
proviene il siero utilizzato e quindi, come il formaggio
pecorino, nel Basso Vicentino risulta dolce (per l’alimentazione
a secco delle pecore) e particolarmente leggera. Povera di
grassi e ricca di proteine è apprezzata per l’elevata
digeribilità e lo scarso apporto calorico.
Le ricotte stufate vengono usate come saporito ma leggero
formaggio da grattugiare in molte ricette tipiche, ma possono
essere anche apprezzate come piatto unico.