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Prodotti
tradizionali

Sedano, il gioiello di Rubbio
A Rubbio nessuno ormai vive
coltivando sedano, ma non c'è famiglia che non abbia nel suo
orto questo prodotto, che rappresenta il principale motivo di
orgoglio e vanto per la piccola frazione del comune di Conco, in
provincia di Vicenza. Rubbio si trova sulla strada che da
Bassano sale all'Altopiano di Asiago: un minuscolo paese a 1057
mt sul livello del mare, di soli 300 abitanti, ma molto attivi e
intraprendenti, tanto che la festa dell’8 settembre, giorno
della Natività di Maria, dedicata, guarda caso, al sedano
bianco, è una delle manifestazioni più apprezzate del
territorio. Ma questa è anche una zona frequentata da quanti
amano la bellezza del paesaggio pedemontano, con i suoi
sentieri, ove si possono trascorrere ore a passeggiare in mezzo
alla natura: nelle giornate limpide si possono ammirare le Pale
di S. Martino, le vette Feltrine e le Dolomiti.
Come detto, uno dei fiori
all’occhiello della piccola comunità è la coltivazione del
sedano, che viene praticata con successo dai primi del 900,
grazie alla tipicità del suolo e al clima, che alterna ai
rigori invernali, toccasana contro tante malattie, estati
asciutte e ventilate. Se ne ricava un sedano di montagna di
personalità, capace di distinguersi da quelli prodotti altrove,
eccellente comprimario di tante insalate e minestre, ma anche
sorprendente protagonista di altre ricette.
Le virtù terapeutiche del
sedano (Apium graveolens L.) erano conosciute fin
dall'antichità: già 1.000 anni prima di Cristo, infatti, le
opere di alcuni autori greci, quali l'Odissea di Omero,
contenevano riferimenti all'utilizzo di questa pianta come erba
medicinale. Nel Medioevo, la badessa Ildegarda di Bingen
considerava il sedano una panacea contro ogni male. Oltre a
possedere proprietà diuretiche e digestive, il sedano tonifica
il sistema nervoso e stimola le ghiandole endocrine, in
particolare le surrenali. Grazie all'abbondante contenuto di
sodio, potassio e calcio, svolge poi un'azione rimineralizzante.
Inoltre, per la presenza di nitrati, favorisce la depurazione
del sangue ed è consigliato contro i reumatismi, la gotta e le
coliche renali. Il sedano è considerato anche un eccellente
afrodisiaco. In cosmesi si usa il succo, che rende luminosa la
pelle e svolge una spiccata azione cicatrizzante.
In cucina, invece, come accennato, questo ortaggio può fornire
ottimi succhi aperitivi (unito a limone o carota), ottime
insalate, minestre facili e assai veloci, ottimi piatti di
mezzo.
Il Sedano di Rubbio, famoso per
le sue doti culinarie e mediche, è inserito nell’elenco
nazionale dei prodotti agroalimentari definiti tradizionali
dalle regioni. La colorazione bianca si ottiene grazie a un
particolare processo: fuori terra, infatti, rimane della pianta
solo il ciuffo apicale di un verde brillantissimo; i gambi,
invece, vengono fasciati e riuniti in unico cilindro e
continuamente rincalzati con la terra, in modo da impedire la
penetrazione della luce che provocherebbe la sintesi
clorofilliana e conseguentemente la loro colorazione verde.
"Gerla piena di sedano sulle spalle – si legge in un
articolo apparso su "Il Giornale di Vicenza" -, uomini
e donne di Rubbio da secoli scendevano a vendere la loro
specialità a Breganze, Thiene, Marostica e Bassano. La fama
dell'ortaggio era forte ma geograficamente compressa. Ci fu chi
pensò, in occasione della trasferta a Vicenza per la festa
della "Madona dei Oto" (l'8 settembre, festa della
Natività della Vergine) di portarsi appresso anche del sedano
da vendere, unendo così l'utile al dilettevole. La trovata si
rivelò una cassa di risonanza formidabile e il sedano di Rubbio
non conobbe più confini".
L’ 8 settembre, quindi, è
diventata naturalmente anche la data della "Sagra del
Sedano", una delle manifestazioni più antiche
dell'altopiano dei 7 Comuni, un appuntamento che abbina aspetti
religiosi al divertimento e alla valorizzazione dei prodotti
locali. Oltre alla mostra dei vari campioni dell'ortaggio e agli
stand gastronomici nei quali viene proposto il sedano in
"tutte le salse", la parte agronomica prevede, dopo
un’attenta valutazione da parte di tecnici e conoscitori, la
premiazione dei migliori cespi presentati a concorso.
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